{"id":12797,"date":"2021-04-30T23:25:44","date_gmt":"2021-04-30T21:25:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/?p=12797"},"modified":"2021-09-23T10:59:28","modified_gmt":"2021-09-23T08:59:28","slug":"16-maggio-55a-giornata-mondiale-delle-comunicazioni-sociali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/16-maggio-55a-giornata-mondiale-delle-comunicazioni-sociali\/","title":{"rendered":"16 maggio, 55\u00aa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Fonte CEI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Santo Padre Francesco per la 55\u00aa\u00a0Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che quest\u2019anno si celebra, in molti Paesi, il 16 maggio, Solennit\u00e0 dell\u2019Ascensione del Signore.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>\u00abVieni e vedi\u00bb (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono<\/strong><\/span><\/h5>\n<h5 class=\"alignnone\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-12796 alignleft\" src=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Manifesto_VERTICALE-WEB.jpg\" alt=\"Manifesto_VERTICALE-WEB\" width=\"197\" height=\"273\" \/>Cari fratelli e sorelle,<br \/>\nl\u2019invito a \u201cvenire e vedere\u201d, che accompagna i primi emozionanti incontri di Ges\u00f9 con i discepoli, \u00e8 anche il metodo di ogni autentica comunicazione umana. Per poter raccontare la verit\u00e0 della vita che si fa storia (cfr Messaggio per la 54\u00aa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 24 gennaio 2020) \u00e8 necessario uscire dalla comoda presunzione del \u201cgi\u00e0 saputo\u201d e mettersi in movimento, andare a vedere, stare con le persone, ascoltarle, raccogliere le suggestioni della realt\u00e0, che sempre ci sorprender\u00e0 in qualche suo aspetto. \u00abApri con stupore gli occhi a ci\u00f2 che vedrai, e lascia le tue mani riempirsi della freschezza della linfa, in modo che gli altri, quando ti leggeranno, toccheranno con mano il miracolo palpitante della vita\u00bb, consigliava il Beato Manuel Lozano ai suoi colleghi giornalisti. Desidero quindi dedicare il Messaggio, quest\u2019anno, alla chiamata a \u201cvenire e vedere\u201d, come suggerimento per ogni espressione comunicativa che voglia essere limpida e onesta: nella redazione di un giornale come nel mondo del web, nella predicazione ordinaria della Chiesa come nella comunicazione politica o sociale. \u201cVieni e vedi\u201d \u00e8 il modo con cui la fede cristiana si \u00e8 comunicata, a partire da quei primi incontri sulle rive del fiume Giordano e del lago di Galilea.<\/h5>\n<p>&#8230;<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Consumare le suole delle scarpe<\/strong><\/span><br \/>\nPensiamo al grande tema dell\u2019informazione. Voci attente lamentano da tempo il rischio di un appiattimento in \u201cgiornali fotocopia\u201d o in notiziari tv e radio e siti web sostanzialmente uguali, dove il genere dell\u2019inchiesta e del reportage perdono spazio e qualit\u00e0 a vantaggio di una informazione<br \/>\npreconfezionata, \u201cdi palazzo\u201d, autoreferenziale, che sempre meno riesce a intercettare la verit\u00e0 delle cose e la vita concreta delle persone, e non sa pi\u00f9 cogliere n\u00e9 i fenomeni sociali pi\u00f9 gravi n\u00e9 le energie positive che si sprigionano dalla base della societ\u00e0. La crisi dell\u2019editoria rischia di portare a un\u2019informazione costruita nelle redazioni, davanti al computer, ai terminali delle agenzie, sulle reti sociali, senza mai uscire per strada, senza pi\u00f9 \u201cconsumare le suole delle scarpe\u201d, senza incontrare persone per cercare storie o verificare de visu certe situazioni. Se non ci apriamo all\u2019incontro, rimaniamo spettatori esterni, nonostante le innovazioni tecnologiche che hanno la capacit\u00e0 di metterci davanti a una realt\u00e0 aumentata nella quale ci sembra di essere immersi. Ogni strumento \u00e8 utile e prezioso solo se ci spinge ad andare e vedere cose che altrimenti non sapremmo, se mette in rete conoscenze che altrimenti non circolerebbero, se permette incontri che altrimenti non avverrebbero.<\/h5>\n<p>&#8230;<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Quei dettagli di cronaca nel Vangelo<\/strong><\/span><br \/>\nAi primi discepoli che vogliono conoscerlo, dopo il battesimo nel fiume Giordano, Ges\u00f9 risponde: \u00abVenite e vedrete\u00bb (Gv 1,39), invitandoli ad abitare la relazione con Lui. Oltre mezzo secolo dopo, quando Giovanni, molto anziano, redige il suo Vangelo, ricorda alcuni dettagli \u201cdi cronaca\u201d che rivelano la sua presenza nel luogo e l\u2019impatto che quell\u2019esperienza ha avuto nella sua vita: \u00abEra circa l\u2019ora decima\u00bb, annota, cio\u00e8 le quattro del pomeriggio (cfr v. 39). Il giorno dopo \u2013 racconta ancora Giovanni \u2013 Filippo comunica a Natanaele l\u2019incontro con il Messia. Il suo amico \u00e8 scettico: \u00abDa Nazaret pu\u00f2 venire qualcosa di buono?\u00bb. Filippo non cerca di convincerlo con ragionamenti: \u00abVieni e vedi\u00bb, gli dice (cfr vv. 45-46). Natanaele va e vede, e da quel momento la sua vita cambia.<br \/>\nLa fede cristiana inizia cos\u00ec. E si comunica cos\u00ec: come una conoscenza diretta, nata dall\u2019esperienza, non per sentito dire. \u00abNon \u00e8 pi\u00f9 per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perch\u00e9 noi stessi abbiamo udito\u00bb, dice la gente alla Samaritana, dopo che Ges\u00f9 si era fermato nel loro villaggio (cfr Gv 4,39-42). Il \u201cvieni e vedi\u201d \u00e8 il metodo pi\u00f9 semplice per conoscere una realt\u00e0. \u00c8 la verifica pi\u00f9 onesta di ogni annuncio, perch\u00e9 per conoscere bisogna incontrare, permettere che colui che ho di fronte mi parli, lasciare che la sua testimonianza mi raggiunga.<\/h5>\n<p>&#8230;<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Grazie al coraggio di tanti giornalisti<\/strong><\/span><br \/>\nAnche il giornalismo, come racconto della realt\u00e0, richiede la capacit\u00e0 di andare laddove nessuno va: un muoversi e un desiderio di vedere. Una curiosit\u00e0, un\u2019apertura, una passione. Dobbiamo dire grazie al coraggio e all\u2019impegno di tanti professionisti \u2013 giornalisti, cineoperatori, montatori, registi che spesso lavorano correndo grandi rischi \u2013 se oggi conosciamo, ad esempio, la condizione difficile delle minoranze perseguitate in varie parti del mondo; se molti soprusi e ingiustizie contro i poveri e contro il creato sono stati denunciati; se tante guerre dimenticate sono state raccontate. Sarebbe una perdita non solo per l\u2019informazione, ma per tutta la societ\u00e0 e per la democrazia se queste voci venissero meno: un impoverimento per la nostra umanit\u00e0.<br \/>\nNumerose realt\u00e0 del pianeta, ancor pi\u00f9 in questo tempo di pandemia, rivolgono al mondo della comunicazione l\u2019invito a \u201cvenire e vedere\u201d. C\u2019\u00e8 il rischio di raccontare la pandemia, e cos\u00ec ogni crisi, solo con gli occhi del mondo pi\u00f9 ricco, di tenere una \u201cdoppia contabilit\u00e0\u201d. Pensiamo alla questione dei vaccini, come delle cure mediche in genere, al rischio di esclusione delle popolazioni pi\u00f9 indigenti. Chi ci racconter\u00e0 l\u2019attesa di guarigione nei villaggi pi\u00f9 poveri dell\u2019Asia, dell\u2019America Latina e dell\u2019Africa? Cos\u00ec le differenze sociali ed economiche a livello planetario rischiano di segnare l\u2019ordine della distribuzione dei vaccini anti-Covid. Con i poveri sempre ultimi e il diritto alla salute per tutti, affermato in linea di principio, svuotato della sua reale valenza. Ma anche nel mondo dei pi\u00f9 fortunati il dramma sociale delle famiglie scivolate rapidamente nella povert\u00e0 resta in gran parte nascosto: feriscono e non fanno troppa notizia le persone che, vincendo la vergogna, fanno la fila davanti ai centri Caritas per ricevere un pacco di viveri.<\/h5>\n<p>&#8230;<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Opportunit\u00e0 e insidie nel web<\/strong><\/span><br \/>\nLa rete, con le sue innumerevoli espressioni social, pu\u00f2 moltiplicare la capacit\u00e0 di racconto e di condivisione: tanti occhi in pi\u00f9 aperti sul mondo, un flusso continuo di immagini e testimonianze.<br \/>\nLa tecnologia digitale ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di una informazione di prima mano e tempestiva, a volte molto utile: pensiamo a certe emergenze in occasione delle quali le prime notizie e anche le prime comunicazioni di servizio alle popolazioni viaggiano proprio sul web. \u00c8 uno strumento formidabile, che ci responsabilizza tutti come utenti e come fruitori. Potenzialmente tutti possiamo diventare testimoni di eventi che altrimenti sarebbero trascurati dai media tradizionali, dare un nostro contributo civile, far emergere pi\u00f9 storie, anche positive. Grazie alla rete abbiamo la possibilit\u00e0 di raccontare ci\u00f2 che vediamo, ci\u00f2 che accade sotto i nostri occhi, di condividere testimonianze.<br \/>\nMa sono diventati evidenti a tutti, ormai, anche i rischi di una comunicazione social priva di verifiche. Abbiamo appreso gi\u00e0 da tempo come le notizie e persino le immagini siano facilmente manipolabili, per mille motivi, a volte anche solo per banale narcisismo. Tale consapevolezza critica spinge non a demonizzare lo strumento, ma a una maggiore capacit\u00e0 di discernimento e a un pi\u00f9 maturo senso di responsabilit\u00e0, sia quando si diffondono sia quando si ricevono contenuti. Tutti siamo responsabili della comunicazione che facciamo, delle informazioni che diamo, del controllo che insieme possiamo esercitare sulle notizie false, smascherandole. Tutti siamo chiamati a essere testimoni della verit\u00e0: ad andare, vedere e condividere.<\/h5>\n<p>&#8230;<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #800000;\"><strong>Nulla sostituisce il vedere di persona<\/strong><\/span><br \/>\nNella comunicazione nulla pu\u00f2 mai completamente sostituire il vedere di persona. Alcune cose si possono imparare solo facendone esperienza. Non si comunica, infatti, solo con le parole, ma con gli occhi, con il tono della voce, con i gesti. La forte attrattiva di Ges\u00f9 su chi lo incontrava dipendeva dalla verit\u00e0 della sua predicazione, ma l\u2019efficacia di ci\u00f2 che diceva era inscindibile dal suo sguardo, dai suoi atteggiamenti e persino dai suoi silenzi. I discepoli non solamente ascoltavano le sue parole, lo guardavano parlare. Infatti in Lui \u2013 il Logos incarnato \u2013 la Parola si \u00e8 fatta Volto, il Dio invisibile si \u00e8 lasciato vedere, sentire e toccare, come scrive lo stesso Giovanni (cfr 1 Gv 1,1-3). La parola \u00e8 efficace solo se si \u201cvede\u201d, solo se ti coinvolge in un\u2019esperienza, in un dialogo. Per questo motivo il \u201cvieni e vedi\u201d era ed \u00e8 essenziale.<br \/>\nPensiamo a quanta eloquenza vuota abbonda anche nel nostro tempo, in ogni ambito della vita pubblica, nel commercio come nella politica. \u00abSa parlare all\u2019infinito e non dir nulla. Le sue ragioni sono due chicchi di frumento in due staia di pula. Si deve cercare tutto il giorno per trovarli e, quando si son trovati, non valgono la pena della ricerca\u00bb. Le sferzanti parole del drammaturgo inglese valgono anche per noi comunicatori cristiani. La buona novella del Vangelo si \u00e8 diffusa nel mondo grazie a incontri da persona a persona, da cuore a cuore. Uomini e donne che hanno accettato lo stesso invito: \u201cVieni e vedi\u201d, e sono rimaste colpite da un \u201cdi pi\u00f9\u201d di umanit\u00e0 che traspariva nello sguardo, nella parola e nei gesti di persone che testimoniavano Ges\u00f9 Cristo. Tutti gli strumenti sono importanti, e quel grande comunicatore che si chiamava Paolo di Tarso si sarebbe certamente servito della posta elettronica e dei messaggi social; ma furono la sua fede, la sua speranza e la sua carit\u00e0 a impressionare i contemporanei che lo sentirono predicare ed ebbero la fortuna di passare del tempo con lui, di vederlo durante un\u2019assemblea o in un colloquio individuale. Verificavano, vedendolo in azione nei luoghi dove si trovava, quanto vero e fruttuoso per la vita fosse l\u2019annuncio di salvezza di cui era per grazia di Dio portatore. E anche laddove questo collaboratore di Dio non poteva essere incontrato in persona, il suo modo di vivere in Cristo era testimoniato dai discepoli che inviava (cfr 1 Cor 4,17).<br \/>\n\u00abNelle nostre mani ci sono i libri, nei nostri occhi i fatti\u00bb, affermava Sant\u2019Agostino, esortando a riscontrare nella realt\u00e0 il verificarsi delle profezie presenti nelle Sacre Scritture. Cos\u00ec il Vangelo riaccade oggi, ogni qual volta riceviamo la testimonianza limpida di persone la cui vita \u00e8 stata cambiata\u00a0dall\u2019incontro con Ges\u00f9. Da pi\u00f9 di duemila anni \u00e8 una catena di incontri a comunicare il fascino\u00a0dell\u2019avventura cristiana. La sfida che ci attende \u00e8 dunque quella di comunicare incontrando le persone dove e come sono.<\/h5>\n<p>&#8230;<\/p>\n<h4><span style=\"color: #800000;\"><em>Signore, insegnaci a uscire dai noi stessi,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>e a incamminarci alla ricerca della verit\u00e0.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>Insegnaci ad andare e vedere,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>insegnaci ad ascoltare,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>a non coltivare pregiudizi,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>a non trarre conclusioni affrettate.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>Insegnaci ad andare l\u00e0 dove nessuno vuole andare,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>a prenderci il tempo per capire,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>a porre attenzione all\u2019essenziale,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>a non farci distrarre dal superfluo,<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>a distinguere l\u2019apparenza ingannevole dalla verit\u00e0.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>Donaci la grazia di riconoscere le tue dimore nel mondo<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #800000;\"><em>e l\u2019onest\u00e0 di raccontare ci\u00f2 che abbiamo visto.<\/em><\/span><\/h4>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Roma, San Giovanni in Laterano, 23 gennaio 2021, Vigilia della Memoria di San Francesco di Sales<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12795\" src=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Manifesto_ORIZZONTALE-USOWEB-1.jpg\" alt=\"Manifesto_ORIZZONTALE-USOWEB-1\" width=\"2480\" height=\"1754\" \/><\/p>\n<div id=\"pg-w5775387f2b5ac-0\" class=\"panel-grid panel-no-style\">\n<div id=\"pgc-w5775387f2b5ac-0-0\" class=\"panel-grid-cell\">\n<div id=\"panel-w5775387f2b5ac-0-0-2\" class=\"so-panel widget widget_text panel-last-child\" data-index=\"2\">\n<div class=\"textwidget\">\n<div class=\"seed_content_tbt_single_article_excerpt\" style=\"text-align: justify;\">Realizzato dalla <strong><span style=\"color: #800000;\">Scuola di Arte Sacra di Firenze<\/span><\/strong>, \u00e8 a disposizione di diocesi e parrocchie.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"pg-w5775387f2b5ac-1\" class=\"panel-grid panel-has-style\">\n<div class=\"row seed_content_tbt_single_article_wrapper panel-row-style panel-row-style-for-w5775387f2b5ac-1\">\n<div id=\"pgc-w5775387f2b5ac-1-0\" class=\"panel-grid-cell\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"col-lg-3 panel-cell-style panel-cell-style-for-w5775387f2b5ac-1-0\">\n<div id=\"panel-w5775387f2b5ac-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"3\">\n<div class=\"textwidget\">\n<div class=\"seed_content_tbt_single_article_data\"><\/div>\n<div class=\"seed_content_tbt_single_article_data\">La Scuola di Arte Sacra di Firenze \u201cfirma\u201d il manifesto che accompagna il lavoro di approfondimento e animazione in vista della 55\u00aa Giornata mondiale delle comunicazioni sociali con un\u2019opera originale realizzata da Sofia Novelli, ex studentessa e oggi docente di pittura dell\u2019istituto fiorentino.<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"pgc-w5775387f2b5ac-1-1\" class=\"panel-grid-cell\">\n<div class=\"col-lg-9 cci-content-tbt-page-wrapper-content panel-cell-style panel-cell-style-for-w5775387f2b5ac-1-1\">\n<div id=\"panel-w5775387f2b5ac-1-1-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"4\">\n<div class=\"textwidget\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa sfida che ci attende \u00e8 quella di comunicare incontrando le persone dove e come sono. Le parole di Papa Francesco che danno il titolo al messaggio per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali &#8211; sottolinea <strong><span style=\"color: #800000;\">Vincenzo Corrado<\/span><\/strong>, direttore dell\u2019Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana -, hanno accompagnato e ispirato il lavoro per la realizzazione del manifesto che ogni anno l\u2019Ufficio nazionale mette a disposizione per l\u2019animazione nelle diocesi e nelle parrocchie\u201d. Il manifesto,\u00a0aggiunge il direttore, \u201coffre una suggestione sui sentieri del dove e del come. Un\u2019opportunit\u00e0 di riflessione, ma anche di azione. Una lezione da riscoprire in questo momento della nostra storia. Una sana creativit\u00e0 che \u2013 come emerge dall\u2019opera di Sofia Novelli \u2013 pu\u00f2 aiutare a progettare nuove forme di prossimit\u00e0 che passano da una comunicazione attenta e responsabile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #800000;\">Sofia Novelli<\/span><\/strong>, 30 anni, oltre che docente \u00e8 ormai una pittrice affermata e le sue opere sono esposte in Italia e all\u2019estero. La sua svolta professionale si ha proprio nel momento in cui il suo percorso formativo e culturale incontra la Scuola di Arte Sacra di Firenze che unisce aspetti pratici e contenuti teorici per formare una nuova generazione di artisti e artigiani particolarmente specializzati nella dimensione del sacro e nella pluralit\u00e0 di significati che il sacro porta con s\u00e9.<br \/>\nUn mix tra tradizione e innovazione che ormai quasi 10 anni opera secondo un modello formativo che parte dalla tradizione delle scuole-bottega rinascimentali per farsi espressione contemporanea di un\u2019alta formazione professionale.\u00a0Alla Scuola di Arte Sacra di Firenze gli studenti imparano, ma soprattutto lavorano iniziando a misurarsi con le commesse che la Scuola intercetta per poi intraprendere percorsi individuali come liberi professionisti e titolari di laboratori artigianali o studi di arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUn ringraziamento particolare \u2013 afferma Stefania Fuscagni, presidente della Scuola di Arte Sacra &#8211; va alla CEI e a Vincenzo Corrado per aver pensato alla nostra istituzione e averci affidato questo compito cos\u00ec importante e bello che <strong><span style=\"color: #800000;\">Giancarlo Polenghi<\/span><\/strong>, anima culturale della scuola, ha coordinato con passione ed efficacia. L\u2019idea che ad accompagnare l\u2019animazione della Giornata sul territorio sia l\u2019immagine proposta da Sofia Novelli ci riempie di orgoglio e ci emoziona. Sofia infatti \u00e8 cresciuta con noi grazie agli insegnamenti di <span style=\"color: #800000;\"><strong>Nacho Valdes<\/strong><\/span>, di cui \u00e8 assistente e con lui responsabile della \u2018bottega\u2019 di pittura accanto alla quale ne operano altre due: quella di oreficeria, con il <strong><span style=\"color: #800000;\">Maestro Paganini<\/span><\/strong>, e quella di scultura con il maestro <strong><span style=\"color: #800000;\">Fernando Cidoncha<\/span><\/strong>. Un lavoro incessante, il nostro, per formare nuovi talenti che in alcuni momenti, come in questo caso, offre la possibilit\u00e0 a chi \u00e8 cresciuto e continua a crescere con noi, di lasciare un segno nel mondo e farsi portatore di messaggi di speranza grazie all\u2019arte e alla bellezza&#8221;.<\/p>\n<div style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-12799\" src=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Papa-Francesco_Com.Sociali.jpg\" alt=\"Roma 19 Febbraio 2017 Papa Francesco va in visita nella parrocchia di Santa Josefa a Ponte di Nona,Selfie\" width=\"2560\" height=\"2030\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Papa-Francesco_Com.Sociali.jpg 2560w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Papa-Francesco_Com.Sociali-300x238.jpg 300w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Papa-Francesco_Com.Sociali-768x609.jpg 768w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Papa-Francesco_Com.Sociali-1024x812.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Roma 19 Febbraio 2017<br \/> Papa Francesco va in visita nella parrocchia di Santa Josefa a Ponte di Nona,Selfie<\/p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte CEI Pubblichiamo di seguito il Messaggio del Santo Padre Francesco per la 55\u00aa\u00a0Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che quest\u2019anno si celebra, in molti Paesi, il 16 maggio, Solennit\u00e0 dell\u2019Ascensione del Signore.\u00a0 \u00abVieni e vedi\u00bb (Gv 1,46). 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