{"id":13870,"date":"2021-12-19T18:58:23","date_gmt":"2021-12-19T17:58:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/?p=13870"},"modified":"2021-12-19T21:21:23","modified_gmt":"2021-12-19T20:21:23","slug":"lettera-di-s-e-mons-andrea-bellandi-per-il-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/lettera-di-s-e-mons-andrea-bellandi-per-il-natale\/","title":{"rendered":"Lettera di S. E. Mons. Andrea Bellandi per il Natale"},"content":{"rendered":"\n<h4><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">In vista del Santo Natale il nostro Arcivescovo ha rivolto il proprio messaggio di auguri ai fedeli dell\u2019Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, nella lettera S.E. Mons. Andrea Bellandi scrive:<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p><em><strong>Viviamo in un \u201ccambiamento d\u2019epoca\u201d, come pi\u00f9 volte ha detto papa Francesco, ma spesso molti tra noi non ne hanno piena coscienza e il rischio \u00e8 che, pur continuando ad usare parole cristiane, compiere gesti cristiani, appellarsi a valori cristiani \u2013 nella logica del \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d \u2013 questa tradizione risulti a molti sempre pi\u00f9 vuota di contenuto e di esperienza reale (\u2026)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito&nbsp;la lettera integrale:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-normal-font-size\">Salerno, 13 Dicembre 2021<br>Carissimi,<br>ha fatto scalpore, qualche settimana fa, la proposta di una Commissione europea di sostituire<br>\u2013 nel formulare gli auguri \u2013 l\u2019espressione \u201cBuon Natale\u201d con quella generica di \u201cbuone feste\u201d e questo<br>\u2013 veniva cos\u00ec spiegato \u2013 per non offendere la sensibilit\u00e0 di coloro che non si riconoscono nei valori<br>della tradizione cristiana. Ora, l\u2019evidente superficialit\u00e0 e pretestuosit\u00e0 di una simile proposta,<br>stigmatizzata da molte autorevoli personalit\u00e0 \u2013 compreso papa Francesco \u2013 ha fatto s\u00ec che la<br>Commissione abbia ben presto fatto marcia indietro, ritirando una tale a dir poco \u201cfantasiosa\u201d<br>iniziativa.<br>Chiarito questo, \u00e8 pur vero che lo \u201cscivolone\u201d della UE su tale questione offre tuttavia lo<br>spunto per un\u2019ulteriore, pi\u00f9 profonda riflessione. Quanti tra noi, cristiani della \u201cvecchia\u201d Europa e<br>perfino del nostro paese, nell\u2019augurare \u201cBuon Natale\u201d hanno coscienza del vero e originario motivo<br>per il quale si usa una tale espressione? Quanti di noi, pur continuando a dire \u201cBuon Natale\u201d, in<br>realt\u00e0 lo usano come equivalente di un generico \u201cbuone feste\u201d?<br>Non vogliamo assolutamente, ponendo questo interrogativo, rimproverare nessuno, n\u00e9<br>tantomeno pretendere di \u201cleggere\u201d nella coscienza delle persone per misurarne la fede. Tuttavia, il<br>problema \u00e8 reale e non pu\u00f2 lasciarci tranquillamente indifferenti. Viviamo in un \u201ccambiamento<br>d\u2019epoca\u201d, come pi\u00f9 volte ha detto papa Francesco, ma spesso molti tra noi non ne hanno piena<br>coscienza e il rischio \u00e8 che, pur continuando ad usare parole cristiane, compiere gesti cristiani,<br>appellarsi a valori cristiani \u2013 nella logica del \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d \u2013 questa tradizione risulti a<br>molti sempre pi\u00f9 vuota di contenuto e di esperienza reale, soprattutto fra i giovani: in modo tale che<br>tra qualche decennio \u2013 ma forse anche meno \u2013 un giorno potremmo svegliarci accorgendoci<br>amaramente che il banale augurio di \u201cbuone feste\u201d ha definitivamente sostituito quello natalizio,<br>memoria dell\u2019unico evento che ha veramente dato senso e speranza al cammino umano: l\u2019incarnazione<br>di Dio nel suo Figlio Ges\u00f9 Cristo.<br><br>Come Chiesa, e ognuno di noi come cristiano, abbiamo ricevuto un grande dono e, allo stesso<br>tempo, una grande responsabilit\u00e0. Un tesoro non solo da conservare, ma \u2013 come ci ammonisce Ges\u00f9<br>nel Vangelo, attraverso la parabola dei talenti \u2013 da far fruttificare. \u00c8 anche per favorire questo che<br>papa Francesco, seguito dai Vescovi italiani, ha deciso di intraprendere un \u201ccammino sinodale\u201d,<br>ovvero di stimolare tutta la Chiesa e i suoi fedeli a mettersi insieme in cammino, in un \u201cmovimento<br>creativo\u201d per rispondere pi\u00f9 adeguatamente alle nuove sfide di questa nostra epoca cos\u00ec complessa.<br>Che cosa desidera da noi il Santo Padre? Riprendendo alcune espressioni da lui usate in questi ultimi<br>mesi, potremmo evidenziare alcuni aspetti di quella vita ecclesiale che il Papa si attende quale frutto<br>di questo camminare insieme:<br><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Una Chiesa che si avvicina all\u2019altro<\/span><br>\u00abLa Chiesa non \u00e8 una fortezza, non \u00e8 un potentato, un castello situato in alto che guarda il mondo con<br>distanza e sufficienza. La Chiesa \u00e8 la comunit\u00e0 che desidera attirare a Cristo con la gioia del Vangelo \u00e8 il<br>lievito che fa fermentare il Regno dell\u2019amore e della pace dentro la pasta del mondo\u00bb.<br>\u00abUna Chiesa umile che non si separa dal mondo e non guarda con distacco la vita, ma la abita dentro. Abitare<br>dentro, non dimentichiamolo: condividere, camminare insieme, accogliere le domande e le attese della gente.<br>Il centro della Chiesa non \u00e8 s\u00e9 stessa. Usciamo dalla preoccupazione eccessiva per noi stessi, per le nostre<br>strutture, per come la societ\u00e0 ci guarda\u00bb.<br>v Una Chiesa che sa ascoltare<br>Anzitutto lo Spirito, nell\u2019adorazione e nella preghiera: \u00abUn tempo per dare spazio alla preghiera,<br>all\u2019adorazione \u2013 questa preghiera che noi trascuriamo tanto: adorare, dare spazio all\u2019adorazione \u2013, a quello<br>che lo Spirito vuole dire alla Chiesa\u00bb, dando ad esse la precedenza sulle nostre ansie e organizzazioni<br>pastorali\u00bb.<br>E quindi i fratelli e le sorelle: \u00abrivolgersi al volto e alla parola dell\u2019altro, incontrarci a tu per tu, lasciarci<br>toccare dalle domande delle sorelle e dei fratelli, aiutarci affinch\u00e9 la diversit\u00e0 di carismi, vocazioni e ministeri<br>ci arricchisca\u00bb.<br>v Una Chiesa della compassione e della tenerezza<br>\u00abTorniamo sempre allo stile di Dio: lo stile di Dio \u00e8 vicinanza, compassione e tenerezza. Dio sempre ha operato<br>cos\u00ec. Se noi non arriveremo a questa Chiesa della vicinanza con atteggiamenti di compassione e tenerezza,<br>non saremo la Chiesa del Signore. E questo non solo a parole, ma con la presenza, cos\u00ec che si stabiliscano<br>maggiori legami di amicizia con la societ\u00e0 e il mondo: una Chiesa che non si separa dalla vita, ma si fa carico<br>delle fragilit\u00e0 e delle povert\u00e0 del nostro tempo, curando le ferite e risanando i cuori affranti con il balsamo di<br>Dio\u00bb.<br>\u00abNessuno si senta schiacciato. Ognuno possa scoprire la libert\u00e0 del Vangelo, entrando gradualmente nel<br>rapporto con Dio, con la fiducia di chi sa che, davanti a Lui, pu\u00f2 portare la propria storia e le proprie ferite<br>senza paura, senza finzioni, senza preoccuparsi di difendere la propria immagine. L\u2019annuncio del Vangelo<br>sia liberante, mai opprimente. E la Chiesa sia segno di libert\u00e0 e di accoglienza!\u00bb.<br><br><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Una Chiesa dell\u2019incontro e del dialogo<\/span><br>\u00abIncontrare i volti, incrociare gli sguardi, condividere la storia di ciascuno: ecco la vicinanza di Ges\u00f9. Egli sa<br>che un incontro pu\u00f2 cambiare la vita. E il Vangelo \u00e8 costellato di incontri con Cristo che risollevano e<br>guariscono. Anche noi, che iniziamo questo cammino, siamo chiamati a diventare esperti nell\u2019arte<br>dell\u2019incontro\u00bb.<br>\u00abMi raccomando: lasciate aperte porte e finestre, non vi limitate a prendere in considerazione solo chi<br>frequenta o la pensa come voi. Permettete a tutti di entrare. Non abbiate paura di entrare in dialogo e<br>lasciatevi sconvolgere dal dialogo: \u00e8 il dialogo della salvezza\u00bb. Una Chiesa \u00abche sa dialogare con il mondo,<br>con chi confessa Cristo senza essere \u201cdei nostri\u201d, con chi vive la fatica di una ricerca religiosa, anche con chinon crede. Non \u00e8 selettiva di un gruppetto, no, dialoga con tutti\u00bb.<br>Carissimi, Dio che \u201cesce\u201d dall\u2019eternit\u00e0 del suo Mistero trinitario per \u201centrare\u201d nel tempo, nella<br>nostra condizione umana, e cos\u00ec camminare con noi, costituisce la prima ed esemplare immagine di<br>cosa significhi condividere la vita dell\u2019altro, senza timore di entrare nel suo limite e nella sua povert\u00e0.<br>Come ci ricorda questa splendida pagina del grande teologo luterano Dietrich Bonhoeffer, giustiziato<br>\u2013 per la sua opposizione al regime nazista \u2013 in un campo di concentramento tedesco all&#8217;alba del 9<br>aprile 1945:<br>Dio non si vergogna della bassezza dell&#8217;uomo, vi entra dentro (\u2026) Dio \u00e8 vicino alla bassezza, ama<br>ci\u00f2 che \u00e8 perduto, ci\u00f2 che non \u00e8 considerato, l&#8217;insignificante, ci\u00f2 che \u00e8 emarginato, debole e affranto; dove<br>gli uomini dicono \u201cperduto\u201d l\u00ec egli dice \u201csalvato\u201d; dove gli uomini dicono \u201cno\u201d, l\u00ec egli dice \u201cs\u00ec\u201d.<br>Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, l\u00ec egli posa il suo<br>sguardo pieno di amore ardente e incomparabile. Dove gli uomini dicono \u201cspregevole\u201d, l\u00ec Dio esclama<br>\u201cbeato\u201d.<br>Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi<br>stessi e davanti a Dio, dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci sentiamo<br>lontani da Dio come mai nella vita, proprio l\u00ec Dio ci \u00e8 vicino come mai lo era stato prima.<br>L\u00ec egli vuole irrompere nella nostra vita, l\u00ec ci fa sentire il suo approssimarsi, affinch\u00e9 comprendiamo<br>il miracolo del suo amore, della sua vicinanza e della sua grazia.<br>Per questo il Natale \u00e8 una \u201cbuona notizia\u201d, la pi\u00f9 straordinaria, consolante, inattesa \u2013 per<br>quanto corrispondente al cuore \u2013 notizia, che la storia abbia mai ricevuto: Dio si \u00e8 coinvolto con noi,<br>mostrandoci visibilmente il suo amore e la sua tenerezza misericordiosa, riaprendo ad ognuno<br>prospettive di speranza nell\u2019oggi e per l\u2019eternit\u00e0. Per questo, possiamo davvero tutti rallegrarci, come<br>ci ricorda il grande Papa San Leone Magno:<br>Il nostro Salvatore, carissimi, oggi \u00e8 nato: rallegriamoci! Non c\u2019\u00e8 spazio per la tristezza nel giorno<br>in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne.<br>Nessuno \u00e8 escluso da questa felicit\u00e0: la causa della gioia \u00e8 comune a tutti perch\u00e9 il nostro Signore,<br>vincitore del peccato e della morte, non avendo trovato nessuno libero dalla colpa, \u00e8 venuto per la<br>liberazione di tutti. Esulti il santo, perch\u00e9 si avvicina al premio; gioisca il peccatore, perch\u00e9 gli \u00e8 offerto<br>il perdono; riprenda coraggio il pagano, perch\u00e9 \u00e8 chiamato alla vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Auguro di cuore Buon Natale, a tutti e ad ognuno!<\/p>\n\n\n\n<p>X Andrea Bellandi<br>Arcivescovo Metropolita<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-0 is-cropped\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img alt=\"\"\/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista del Santo Natale il nostro Arcivescovo ha rivolto il proprio messaggio di auguri ai fedeli dell\u2019Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, nella lettera S.E. Mons. 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