{"id":1650,"date":"2014-10-02T12:57:01","date_gmt":"2014-10-02T10:57:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/?p=1650"},"modified":"2023-05-13T18:05:56","modified_gmt":"2023-05-13T16:05:56","slug":"il-senso-dellinsegnamento-della-religione-cattolica-nella-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/il-senso-dellinsegnamento-della-religione-cattolica-nella-scuola\/","title":{"rendered":"Il senso dell&#8217;Insegnamento della Religione Cattolica nella scuola"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12px;\"><b>\u201cPer educare un figlio ci vuole un villaggio.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12px;\"><b>La Chiesa per la scuola dopo l\u2019incontro con il Papa il 10 Maggio\u201d<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #000000; font-size: 10px;\">(Vicenza, 30 Settembre 2014)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><b>\u00a0<\/b><\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"color: #000000;\"><b>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><b>La scuola: luogo di crescita, di incontro e di verifica<\/b><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 facile oggi indirizzare parole a chi vive nel mondo della scuola; si tratta, infatti, di un ambito attraversato da profondi segnali di trasformazione, tesi a cercare nuove configurazioni per un sistema formativo che si vuole all\u2019altezza delle sfide di questo tempo. Non facile, dunque, eppure occorre farlo: la scuola \u2013 ne siamo convinti &#8211; \u00a0\u00e8 luogo strategico per la formazione delle giovani generazioni; in essa prendono forma elementi fondamentali della vita delle persone, che contribuiscono a plasmare la stessa vita sociale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Quando la Chiesa guarda alla scuola non \u00e8 certo per dovere che lo fa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Papa Francesco \u00a0nell\u2019intervento del 10 maggio 2014 ha indicato lo stile con il quale la Chiesa ha guardato e guarda alla scuola. In una Piazza San\u00a0 Pietro piena di giovani, genitori, insegnanti, dirigenti e personale ausiliario parlava della scuola come luogo da amare; lui che \u2013 lo sappiamo \u2013 ne ha fatto per lunghi anni esperienza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ho accettato di venire qui per invitare a condividere un simile amore per la scuola (pur con tutte le contraddizioni che la attraversano), perch\u00e9 essa \u00e8 uno spazio che offre la possibilit\u00e0 di vivere alcune esperienze fondamentali di umanit\u00e0, non solo ai ragazzi che la frequentano. Lo stesso Papa Francesco parlava della scuola come fondamentale luogo di crescita, in diverse aree, che meritano di essere richiamate. Mi permetto di aggiungere che, oltre ad essere luogo fondamentale di <i>crescita<\/i>, la scuola \u00e8 anche, come avr\u00f2 modo di dire ancora pi\u00f9 avanti, luogo di <i>incontro<\/i> e luogo di <i>verifica<\/i>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><i>Incontro <\/i>tra soggetti e gruppi di soggetti diversi. Immaginate quanti soggetti e quanto diversi tra loro per et\u00e0, formazione di base e motivazioni di base \u2013 si incontrano a scuola!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma la scuola \u00e8 anche luogo di <i>verifica<\/i>. I soggetti che si incontrano a scuola, se vogliono verificare la coerenza della e nella propria vita sono obbligati a farlo in riferimento alla scuola, al loro modo di abitare questo luogo e al livello di contributo che sono in grado di offrire perch\u00e9 la scuola realizzi le sue finalit\u00e0 progettuali. In altri termini, uno studente, un insegnante, un dirigente, un ausiliare e gli stessi genitori, se vogliono verificare la seriet\u00e0 del loro impegno non possono farlo se non verificando la qualit\u00e0 del proprio apporto al raggiungimento delle finalit\u00e0 progettuali della scuola. \u00c8 qui che ognuno a modo suo e con il grado di responsabilit\u00e0 che gli \u00e8 proprio trascorre gran parte della sua giornata; ed \u00e8 qui che ognuno \u00e8 chiamato a investire le proprie energie, come ho gi\u00e0 detto, per la realizzazione delle finalit\u00e0 proprie della scuola.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ho parlato di \u201cfinalit\u00e0 progettuali\u201d. Sono consapevole che non sempre e non a tutti queste sono sufficientemente e costantemente chiare. Anzi, talvolta \u00e8 proprio la mancanza di questa chiarezza\u00a0 a ritardare un approccio sim-patico e creativo alla scuola.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><b>2. \u00a0\u00a0\u00a0L\u2019idr \u2026 oltre la neutralit\u00e0, in una scuola e con protagonisti al servizio della identit\u00e0.<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A parte l\u2019importanza di tutto ci\u00f2 che materialmente contribuisce a definire la scuola come luogo strategico di formazione, come spazio che favorisce l\u2019 incontro e come interfaccia per la verifica, alla scuola vanno riconosciute delle finalit\u00e0 che le danno una identit\u00e0 precisa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La scuola esiste, in primo luogo, per essere spazio di crescita nella <b>conoscenza<\/b>, sviluppando progressivamente un\u2019apertura al reale nella variet\u00e0 delle sue dimensioni. \u00c8 la scuola, infatti, il primo ambito in cui impariamo a conoscere tante realt\u00e0 che vanno aldil\u00e0 della nostra esperienza quotidiana, avviando un percorso che ci condurr\u00e0 via via ad incontrare forme di pensiero sempre pi\u00f9 articolate. \u00c8 nella scuola che impariamo a cogliere la ricchezza culturale sviluppata dall\u2019umanit\u00e0, le tante testimonianze della nostra singolare creativit\u00e0. \u00c8 nella scuola che impariamo ad esprimerci, diventando noi stessi \u2013 in misura diversa \u2013 creativi produttori di cultura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 La pluralit\u00e0 delle discipline insegnate ed apprese fa emergere tale ricchezza, espressione della complessit\u00e0 di un reale che non sopporta di essere racchiuso entro approcci delimitati e mortificanti per il pensiero.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Una scuola che si rispetti deve sentirsi impegnata a far risaltare la rete di interazioni che lega le diverse discipline, aiutando a cogliere la trama profondamente unitaria del reale che abitiamo. Davvero quando il cammino scolastico viene proposto in modo efficace e seguito attivamente, si dischiudono orizzonti via via pi\u00f9 ampi, in uno stupore che stimola a cercare ancora, sempre e di nuovo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 In un contesto in cui la globalizzazione tende ad inghiottire tutte le differenze, suscitando per reazione la violenza cieca dei fondamentalismi, trova la sua collocazione l\u2019<b>Insegnamento della Religione Cattolica<\/b>, col suo contributo prezioso ed assolutamente specifico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un primo e decisivo passo che deve compiere questo insegnamento perch\u00e9 la sua presenza nell\u2019areopago culturale contemporaneo possa essere effettivamente prezioso e specifico mi sembra quello di un chiaro contributo che vada nella direzione di un sano recupero della identit\u00e0 a tutti i livelli: da quello personale a quello culturale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Che questo non possa darsi per scontato, lo dimostrano alcune proposte circolate e ancora in circolazione intorno all\u2019insegnamento della Religione cattolica. Ne presento due che, per certi versi si collocano agli estremi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La prima di queste proposte chiede di trasformare di trasformare l\u2019Idr in<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">studio di storia delle religioni significa semplicemente intendere la scuola come un luogo in cui si deve trovare non <i>tutto<\/i> ma <i>di tutto<\/i> e dove scegliere quello che pi\u00f9 aggrada.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Se invece la scuola \u00e8 il luogo dove formarsi, riappropriandosi, tra l\u2019altro, della tradizione e della propria identit\u00e0, che non rifiuta il confronto critico con altre tradizioni e con altre identit\u00e0, allora il problema \u00e8 quello di conoscere e di approfondire quello che la tradizione e le proprie radici culturali propongono, per farne la base di tutte le possibili scelte soggettive, che saranno tali proprio perch\u00e9 radicate su un terreno solido. Nel vuoto o nella conoscenza superficiale non si pu\u00f2 neppure scegliere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Far studiare la storia delle religioni, mettendo queste tutte sullo stesso piano, sulla linea cio\u00e8 di un falso universalismo, uccide l\u2019identit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 anche chi avanza una ipotesi estrema. E cos\u00ec io ve la presento. Chi avanza questa seconda proposta si chiede se oggi, in un momento in cui il multiculturalismo rischia di trasformarsi in una potenziale disgregazione della nostra identit\u00e0 culturale, riducendo il nostro paese a un mero contenitore e innescando il forte rischio di conflitti etnici e religiosi, non sia opportuno per tutti, anche per gli aderenti ad altre fedi, lo studio della religione cattolica (non il catechismo). Non per imporre l\u2019adesione ad essa, ma per poter ottenere la conoscenza minima, da parte degli stranieri che vivono in Italia, delle nostre tradizioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Al di l\u00e0 di questa ipotesi, che ho chiamato estrema, si pu\u00f2 fare qualche osservazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La prima osservazione vorrei legarla al disperato bisogno di un recupero dell\u2019identit\u00e0 che si avverte in un clima come quello sopra descritto. Il grande pericolo \u00e8 rappresentato dalla sovrabbondanza di messaggi che travolge la stessa autonomia di giudizio, in un vuoto che rende impossibile esercitare la libert\u00e0, in un condizionamento delle mode che falsa l\u2019autenticit\u00e0, un\u2019autoreferenzialit\u00e0 che isterilisce l\u2019autorealizzazione, in un eccesso di messaggi che banalizza e disperde la comunicazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quando si rinunzia a guardare con occhio critico a questa situazione e quando ci si adegua\u00a0 in maniera acritica a tutto questo, c\u2019\u00e8 il pericolo di cadere in quello che qualcuno ha chiamato un grande \u201cbrodo primordiale\u201d, in cui tutto si equivale, si mescola e si confonde, uccidendo la fisionomia unica\u00a0 e irripetibile delle idee e quella delle persone. Una realt\u00e0, insomma, in cui annegano le differenze e la personalit\u00e0 si frammenta nel gioco incessante delle esperienze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Se la scuola vuole conservare il suo ruolo formativo e se vuole contribuire a superare questa condizione perversa, bisogna che riscopra la sua funzione educativa e bisogna che la proposta educativa, da chiunque venga, abbia una sua identit\u00e0 precisa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dal punto di vista pedagogico \u00e8 indispensabile che allo studente venga offerta una proposta da assumere come punto di riferimento e che, contestualmente, gli vengano offerti gli strumenti critici per testarne la validit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A questo proposito, permettetemi di fare una osservazione. Alcuni insegnanti, assertori a tutto campo della neutralit\u00e0, la fanno coincidere addirittura con la onest\u00e0 intellettuale, cadendo in un grosso equivoco del quale ha fatto giustizia l\u2019ermeneutica contemporanea. L\u2019ermeneutica contemporanea ci ha fatto capire che la neutralit\u00e0 non esiste. Chi guarda i problemi li affronta inevitabilmente da un punto di vista. Per cui, capite quanti limiti presenta l\u2019atteggiamento di alcuni docenti cattolici che, troppe volte, sono invisibili, si mimetizzano fino al punto da essere irriconoscibili, non solo religiosamente, ma anche culturalmente. Magari in parrocchia fanno il catechismo e partecipano al consiglio parrocchiale. Ma, a scuola, credono loro dovere, in nome di una malintesa neutralit\u00e0, appendere le loro idee all\u2019attaccapanni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il superamento di questi atteggiamenti paradossali dal punto di vista culturale e professionale suppongono che i soggetti del processo educativo curino la loro formazione intellettuale e che, chi insegna religione cattolica, questa formazione intellettuale la faccia nell\u2019orizzonte di una fede vissuta da una mente che pensa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Perch\u00e9 tutto ci\u00f2 diventi storia quotidiana che contribuisce alla crescita dell\u2019umano<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00e8 necessario che la ricchezza di contenuti che caratterizza ogni insegnamento &#8211; si tratti dell\u2019IRC o di altre aree disciplinari \u2013 venga presentata con <b>competenza<\/b>, in tutta la sua specificit\u00e0, per essere accolta come espressione di uno sguardo significativo sull\u2019uomo e sul mondo. Il docente deve essere lui stesso davvero esperto ed, anzi \u2013 vorrei dire &#8211; innamorato di ci\u00f2 che insegna; solo cos\u00ec potr\u00e0 suscitare (avvalendosi delle opportune mediazioni didattiche) interesse e <b>passione<\/b> per la conoscenza; solo cos\u00ec potr\u00e0 corrispondere appieno a quella vera e propria vocazione che \u00e8 il mestiere dell\u2019insegnante. Agli studenti, d\u2019altra parte, si chiede di coltivare la <b><i>curiositas<\/i> <\/b>&#8211; quella virt\u00f9 che porta a cercare di comprendere sempre meglio, ad esplorare la ricchezza del reale, a porre domande sempre nuove a chi insegna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo positivo mix tra competenza e passione negli insegnanti e un atteggiamento di creativa <i>curiositas<\/i> negli studenti vanno finalizzati con sempre maggiore consapevolezza al riconoscimento ma anche all\u2019acquisizione dei valori irrinunciabili che concorrono a definire l\u2019<i>umano<\/i>.<i> <\/i><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><b>3. La scuola luogo per intessere relazioni educative<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Se, a differenza di quanto ho detto fin qui, parlassimo dell\u2019esperienza scolastica solo come trasmissione di sapere coglieremmo una dimensione che \u00e8 \u2013 s\u00ec &#8211; assolutamente fondamentale, ma anche abbastanza parziale. Aldil\u00e0 dei libri (o dei CD ROM o delle LIM), la scuola \u00e8 anche \u2013 come ho gi\u00e0 accennato &#8211; e soprattutto ambito in cui sempre e di nuovo facciamo esperienza concreta \u2013 nei volti di coloro che vi incontriamo \u2013 della diversit\u00e0 che abita l\u2019umanit\u00e0. La scuola \u00e8 cio\u00e8, costitutivamente, anche luogo di <b>relazione<\/b>, spazio nel quale persone diverse, portatrici di esperienze diverse e talvolta culture diverse, intessono relazioni che sono esse stesse di grande spessore educativo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Papa Francesco ha richiamato pi\u00f9 volte il suo amore per una diversit\u00e0 che non \u00e8 contrapposizione facendo riferimento all\u2019immagine del poliedro, in cui ogni faccia contribuisce alla forma complessiva con le proprie caratteristiche, che non sono identiche a quelle delle altre. Certo, non \u00e8 facile far interagire costruttivamente tanta diversit\u00e0 ed \u00e8 importante che chi opera nella scuola sappia vivere una grande ricchezza di <b>umanit\u00e0<\/b>, una capacit\u00e0 di <b>tessere relazioni<\/b> tra coloro che abitano lo spazio scolastico, in modo che esso stesso ne venga plasmato e formato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Ogni scuola, del resto, opera in modo davvero efficace quando vive come <b>comunit\u00e0<\/b>, formata da una molteplicit\u00e0 di figure capaci di collaborare per contribuire alla missione educativa operando in modo sinergico. Di pi\u00f9, la scuola si inserisce in un contesto di pi\u00f9 ampio respiro ed \u00e8 chiamata a un\u2019interazione costruttiva con esso \u2013 a partire dalla realt\u00e0 delle famiglie, che ad essa affidano i propri figli e le proprie figlie, ma che conservano tutta la responsabilit\u00e0 educativa nei loro confronti. Giustamente papa Francesco, nel suo intervento dello scorso 10 maggio richiamava un proverbio: \u201c<i>Per educare un figlio ci vuole un villaggio<\/i>\u201d \u2013 una rete di relazioni vive e positive, abbia la possibilit\u00e0 di svilupparsi la singolarit\u00e0 di ognuno ed ognuna. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Ecco, allora, che la dimensione dell\u2019<b>accoglienza<\/b> &#8211; in primo luogo, nei confronti di coloro che per motivi diversi (sociali, economici, psicologici\u2026) vivono l\u2019esperienza della fragilit\u00e0 &#8211; costituisce una dimensione essenziale per l\u2019esperienza scolastica. Solo una scuola che sappia praticare l\u2019accoglienza nei confronti di tutti potr\u00e0 educare persone a loro volta accoglienti, capaci di abitare lo spazio delle nostre citt\u00e0 in forme costruttive \u2013 forti e tenaci nel contribuire al bene comune, ma mai arroganti nel confrontarsi con chi lo fa da prospettive diverse. L\u2019esperienza scolastica, insomma, riveste anche in questo senso una fondamentale valenza civile, come momento cruciale per la formazione dei cittadini capaci di socialit\u00e0 positiva e costruttori di <b>pace<\/b>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Vale la pena di sottolineare in modo particolare quest\u2019ultima espressione, in un tempo che vede riemergere all\u2019orizzonte internazionale la pretesa di legittimare la violenza nei confronti di chi vive esperienze religiose o culturali diverse dalla propria. La fede cristiana rigetta tali posizioni, per affermare invece con forza la dignit\u00e0 di ogni persona quale fondamento della pace e di una positiva convivenza all\u2019interno della famiglia umana. Molti sono certo gli ambiti nei quali \u00e8 necessario operare per educare in tal senso, ma non c\u2019\u00e8 dubbio che la scuola giochi un ruolo importante, formando alla pace tramite un\u2019esperienza di relazioni tra diversi, nell\u2019accoglienza reciproca, nella condivisione di un vissuto di umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><b>4. \u00a0La scuola per un nuovo umanesimo<\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il vero, profondo senso ultimo dell\u2019esperienza scolastica \u00e8 quello di offrire uno spazio nel quale vivere percorsi per sperimentare e comprendere sempre meglio <i>cosa voglia dire essere umani<\/i>. Esseri umani curiosi e desiderosi di comprendere; esseri che esistono grazie ad una rete di relazioni vivificanti: a scuola impariamo soprattutto questo (pi\u00f9 ancora che l\u2019una o l\u2019altra specifica nozione). Per questo \u00e8 davvero grave quando la scuola tradisce tale prospettiva, quando diviene terreno di scontro tra diverse ideologie o interessi particolari, quando si smarrisce il rispetto per le persone (specie le pi\u00f9 deboli), quando si svilisce la domanda di conoscenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Al contrario, essa corrisponde appieno alla propria vocazione quando diviene spazio di formazione a un umanit\u00e0 vissuta a tutto tondo, a una vita buona, vera e bella; quando i diversi saperi disciplinari convergono nell\u2019offrire agli studenti strumenti per comprendere questo nostro tempo cos\u00ec complesso, ma anche un orizzonte di <b>sapienza<\/b> che aiuti ad abitarlo in modo sensato, con uno stile di vita libero, coraggioso, delicato, sostenibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 La comunit\u00e0 cristiana testimonia \u2013 anche nello spazio della scuola \u2013 quanto potente sia il contributo che pu\u00f2 offrire in tale processo formativo il riferimento a <b>Ges\u00f9 Cristo<\/b>. Con grande umilt\u00e0 essa indica in Lui lo splendore di una figura di umanit\u00e0 riuscita, ricca ed intensa nelle relazioni, generatrice di pace e aperta al mondo, alla sua bellezza, alla sua conoscenza. Una figura che si offre a ogni uomo ed ogni donna &#8211; a ogni ragazzo e ad ogni ragazza, a ogni bambino e ad ogni bambina &#8211; come indicazione di un fecondo cammino di vita buona, invitando a sperimentarlo nella propria esistenza (nelle grandi scelte che ad essa danno forma, cos\u00ec come nel quotidiano di ogni giorno).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo \u00e8 anche il senso della prospettiva che la Chiesa italiana si sta preparando a vivere con il Convegno Ecclesiale che si terr\u00e0 a Firenze nel novembre 2015: disegnare un\u2019esperienza intensa, nella quale toccare con mano e condividere cosa significhi vivere \u201c<i>In Ges\u00f9 Cristo il nuovo umanesimo<\/i>\u201d, come tale prospettiva possa aiutare ad abitare le diverse dimensioni della nostra umanit\u00e0. Un\u2019esperienza nella quale possano con-venire tanti volti, che riflettono in modo diverso la luce che promana da quell\u2019unica figura: Cristo Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><b>5. \u00ab<i> Solo de\u2019 grandi uomini possono formare degli altri grandi uomini<\/i>\u00bb<a title=\"\" href=\"#_ftn1\"><span style=\"color: #000000;\"><b>[1]<\/b><\/span><\/a><\/b><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Prima di concludere vorrei dedicare ancora una parola in modo specifico agli <b>insegnanti<\/b>: ad essi \u00e8 affidato il compito fondamentale di contribuire a far crescere le nuove generazioni, di trasmettere ad esse saperi e atteggiamenti vitali, di far vivere quell\u2019umanesimo che \u00e8 cos\u00ec necessario per una vita buona.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Vorrei \u00a0esprimere tutto l\u2019apprezzamento per ci\u00f2 che tanti insegnanti fanno, spesso in condizioni economiche ed ambientali tutt\u2019altro che facili \u2013 e spesso con scarso riconoscimento sociale &#8211; ma anche richiamare la bellezza di un compito che consente di condividere la freschezza di un\u2019umanit\u00e0 che si forma.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Vorrei, per\u00f2, ricordare che anche l\u2019insegnante \u00e8 chiamato a lasciarsi trasformare dall\u2019esperienza educativa; che il vero educatore porta sempre in s\u00e9 \u2013 quasi come una ferita \u2013 il portato di un agire che intreccia la competenza professionale con una forte capacit\u00e0 di dialogo ed attenzione per la persona. Ecco, allora, che comprendiamo quanto possano toccare anche l\u2019esperienza dell\u2019insegnante le parole rivolte da papa Francesco ai vescovi dell\u2019Asia il 17 agosto: \u201cnon pu\u00f2 esserci dialogo autentico se non siamo capaci di aprire la mente e il cuore, con empatia e sincera accoglienza verso coloro ai quali parliamo\u201d. <b>Empatia<\/b>, per\u00f2, non significa solo \u201cascoltare le parole che gli altri pronunciano\u201d, ma soprattutto \u201ccogliere la comunicazione non detta delle loro esperienze, delle loro speranze, delle loro aspirazioni, delle loro difficolt\u00e0 e di ci\u00f2 che sta loro pi\u00f9 a cuore\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00a0 Anche in questo, anche nello stile di comunicazione e condivisione che sappiamo far vivere nell\u2019esperienza scolastica possiamo offrire testimonianza di un\u2019umanit\u00e0 rinnovata, che sa far propria l\u2019ospitalit\u00e0 accogliente che \u00e8 stata di Ges\u00f9 di Nazareth, per farla vivere nella storia e nel tempo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<span style=\"color: #000000;\">+\u00a0 <b>Nunzio Galantino<\/b><\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000000;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Vescovo di Cassano all\u2019Jonio<\/span><\/h5>\n<h5><span style=\"color: #000000;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Segretario generale della CEI<\/span><\/h5>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> A. ROSMINI, <i>Delle Cinque Piaghe della Santa Chiesa<\/i>, San Paolo, Cinisello Balsamo 1997, n. 27, p. 106; n. 34, p.113.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPer educare un figlio ci vuole un villaggio. La Chiesa per la scuola dopo l\u2019incontro con il Papa il 10 Maggio\u201d (Vicenza, 30 Settembre 2014) \u00a0 1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La scuola: luogo di crescita, di incontro e di verifica \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non \u00e8 facile oggi indirizzare parole a chi vive nel mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1650"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1650"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1650\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1651,"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1650\/revisions\/1651"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}