{"id":18267,"date":"2026-02-01T10:00:00","date_gmt":"2026-02-01T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/?p=18267"},"modified":"2026-01-28T20:24:49","modified_gmt":"2026-01-28T19:24:49","slug":"messaggio-del-santo-padre-per-la-xxxiv-giornata-mondiale-del-malato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/messaggio-del-santo-padre-per-la-xxxiv-giornata-mondiale-del-malato\/","title":{"rendered":"Messaggio del Santo Padre per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell\u2019altro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"730\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/GMM26_Manifesto48x68_stampa-002-730x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18268\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/GMM26_Manifesto48x68_stampa-002-730x1024.jpg 730w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/GMM26_Manifesto48x68_stampa-002-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/GMM26_Manifesto48x68_stampa-002-768x1078.jpg 768w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/GMM26_Manifesto48x68_stampa-002-1094x1536.jpg 1094w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/GMM26_Manifesto48x68_stampa-002-1459x2048.jpg 1459w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/GMM26_Manifesto48x68_stampa-002.jpg 1754w\" sizes=\"(max-width: 730px) 100vw, 730px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Fonte CEI &#8211; Pastorale della Salute<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cari fratelli e sorelle!<\/p>\n\n\n\n<p>La XXXIV Giornata Mondiale del Malato sar\u00e0 celebrata solennemente a Chiclayo, in Per\u00f9, l\u201911 febbraio 2026. Per questa circostanza ho voluto riproporre l\u2019immagine del buon samaritano, sempre attuale e necessaria per riscoprire la bellezza della carit\u00e0 e la dimensione sociale della compassione, per porre l\u2019attenzione sui bisognosi e sui sofferenti, come sono i malati.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti abbiamo ascoltato e letto questo commovente testo di San Luca (cfr Lc 10,25-37). A un dottore della legge che gli chiede chi sia il prossimo da amare, Ges\u00f9 risponde raccontando una storia: un uomo che viaggiava da Gerusalemme a Gerico fu aggredito dai ladri e lasciato mezzo morto; un sacerdote e un levita passarono oltre, ma un samaritano ebbe compassione di lui, gli fasci\u00f2 le ferite, lo port\u00f2 in una locanda e pag\u00f2 perch\u00e9 fosse curato. Ho voluto proporre la riflessione su questo passo biblico, con la chiave ermeneutica dell\u2019Enciclica Fratelli tutti, del mio amato predecessore Papa Francesco, dove la compassione e la misericordia verso il bisognoso non si riducono a un mero sforzo individuale, ma si realizzano nella relazione: con il fratello bisognoso, con quanti se ne prendono cura e, alla base, con Dio che ci dona il suo amore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"935\" height=\"767\" src=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Papa-Leone-XIV_udienza.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18269\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Papa-Leone-XIV_udienza.png 935w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Papa-Leone-XIV_udienza-300x246.png 300w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Papa-Leone-XIV_udienza-768x630.png 768w\" sizes=\"(max-width: 935px) 100vw, 935px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<ol><li><em>Il dono dell\u2019incontro: la gioia di dare vicinanza e presenza<\/em><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Viviamo immersi nella cultura della rapidit\u00e0, dell\u2019immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell\u2019indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano. La parabola racconta che il samaritano, vedendo il ferito, non \u00e8 \u201cpassato oltre\u201d, ma ha avuto per lui uno sguardo aperto e attento, lo sguardo di Ges\u00f9, che lo ha portato a una vicinanza umana e solidale. Il samaritano \u00absi \u00e8 fermato, gli ha donato vicinanza, lo ha curato con le sue stesse mani, ha pagato di tasca propria e si \u00e8 occupato di lui. Soprattutto gli ha dato [\u2026] il proprio tempo\u00bb.[1] Ges\u00f9 non insegna chi \u00e8 il prossimo, ma come diventare prossimo, cio\u00e8 come diventare noi stessi vicini.[2] A questo proposito, possiamo affermare con Sant\u2019Agostino che il Signore non ha voluto insegnare chi fosse il prossimo di quell\u2019uomo, ma a chi lui doveva farsi prossimo. Infatti nessuno \u00e8 prossimo di un altro finch\u00e9 non gli si avvicina volontariamente. Perci\u00f2 si \u00e8 fatto prossimo colui che ha avuto misericordia.[3]<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019amore non \u00e8 passivo, va incontro all\u2019altro; essere prossimo non dipende dalla vicinanza fisica o sociale, ma dalla decisione di amare. Per questo il cristiano si fa prossimo di chi soffre, seguendo l\u2019esempio di Cristo, il vero Samaritano divino che si \u00e8 avvicinato all\u2019umanit\u00e0 ferita. Non si tratta di semplici gesti di filantropia, ma di segni nei quali si pu\u00f2 percepire che la partecipazione personale alle sofferenze dell\u2019altro implica il donare s\u00e9 stessi, significa andare oltre il soddisfacimento dei bisogni, per arrivare a far s\u00ec che la nostra persona sia parte del dono.[4] Questa carit\u00e0 si nutre necessariamente dell\u2019incontro con Cristo, che per amore si \u00e8 donato per noi. San Francesco lo spiegava molto bene quando, parlando del suo incontro con i lebbrosi, diceva: \u00abIl Signore stesso mi condusse tra loro\u00bb,[5] perch\u00e9 attraverso di loro aveva scoperto la dolce gioia di amare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dono dell\u2019incontro nasce dal legame con Ges\u00f9 Cristo, che identifichiamo come il buon samaritano che ci ha portato la salute eterna e che rendiamo presente quando ci chiniamo davanti al fratello ferito. Sant\u2019Ambrogio diceva: \u00abPoich\u00e9 dunque nessuno ci \u00e8 pi\u00f9 prossimo di colui che ha guarito le nostre ferite, amiamolo come Signore, e amiamolo anche come prossimo: niente infatti \u00e8 cos\u00ec prossimo come il capo alle membra. Amiamo anche colui che \u00e8 imitatore di Cristo: amiamo colui che soffre per la povert\u00e0 altrui, a motivo dell\u2019unit\u00e0 del corpo\u00bb.[6] Essere uno nell\u2019Uno, nella vicinanza, nella presenza, nell\u2019amore ricevuto e condiviso, e godere, come San Francesco, della dolcezza di averlo incontrato.<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"2\"><li><em>La missione condivisa nella cura dei malati<\/em><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>San Luca prosegue dicendo che il samaritano \u201csent\u00ec compassione\u201d. Avere compassione implica un\u2019emozione profonda, che spinge all\u2019azione. \u00c8 un sentimento che sgorga da dentro e porta all\u2019impegno verso la sofferenza altrui. In questa parabola, la compassione \u00e8 il tratto distintivo dell\u2019amore attivo. Non \u00e8 teorica n\u00e9 sentimentale, si traduce in gesti concreti: il samaritano si avvicina, medica le ferite, si fa carico e si prende cura. Ma attenzione, non lo fa da solo, individualmente, \u00abil samaritano cerc\u00f2 un affittacamere che potesse prendersi cura di quell\u2019uomo, come noi siamo chiamati a invitare e incontrarci in un \u201cnoi\u201d che sia pi\u00f9 forte della somma di piccole individualit\u00e0\u00bb.[7] Io stesso ho constatato, nella mia esperienza di missionario e vescovo in Per\u00f9, come molte persone condividono la misericordia e la compassione alla maniera del samaritano e dell\u2019albergatore. I familiari, i vicini, gli operatori sanitari, le persone impegnate nella pastorale sanitaria e tanti altri che si fermano, si avvicinano, curano, portano, accompagnano e offrono ci\u00f2 che hanno, danno alla compassione una dimensione sociale. Questa esperienza, che si realizza in un intreccio di relazioni, supera il mero impegno individuale. In questo modo, nell\u2019Esortazione apostolica Dilexi te non solo ho fatto riferimento alla cura dei malati come a una \u00abparte importante\u00bb della missione della Chiesa, ma come a un\u2019autentica \u00abazione ecclesiale\u00bb (n. 49). In essa citavo San Cipriano per mostrare come in quella dimensione possiamo verificare la salute della nostra societ\u00e0: \u00abQuesta epidemia, questa peste, che sembra orribile e funesta, mette alla prova la giustizia di ognuno, ed esamina i sentimenti del genere umano: se i sani servano i malati, se i parenti amino con rispetto i loro congiunti, se i padroni abbiano compassione dei servi che stanno male, se i medici non abbandonino i malati che chiedono aiuto\u00bb.[8]<\/p>\n\n\n\n<p>Essere uno nell\u2019Uno significa sentirci veramente membra di un corpo in cui portiamo, secondo la nostra vocazione, la compassione del Signore per la sofferenza di tutti gli uomini.[9] Inoltre, il dolore che ci commuove non \u00e8 un dolore estraneo, \u00e8 il dolore di un membro del nostro stesso corpo del quale il nostro Capo ci comanda di prenderci cura per il bene di tutti. In questo senso si identifica con il dolore di Cristo e, offerto cristianamente, affretta il compimento della preghiera del Salvatore stesso per l\u2019unit\u00e0 di tutti.[10]<\/p>\n\n\n\n<ol start=\"3\"><li><em>Spinti sempre dall\u2019amore per Dio, per incontrarci con noi stessi e con il fratello<\/em><\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>Nel duplice comandamento: \u00abAmerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso\u00bb (Lc 10,27), possiamo riconoscere il primato dell\u2019amore per Dio e la sua diretta conseguenza sul modo di amare e di relazionarsi dell\u2019uomo in tutte le sue dimensioni. \u00abL\u2019amore per il prossimo rappresenta la prova tangibile dell\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019amore per Dio, come attesta l\u2019apostolo Giovanni: \u201cNessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l\u2019amore di lui \u00e8 perfetto in noi. [\u2026] Dio \u00e8 amore; chi rimane nell\u2019amore rimane in Dio e Dio rimane in lui\u201d (1Gv 4,12.16)\u00bb.[11] Sebbene l\u2019oggetto di tale amore sia diverso: Dio, il prossimo e s\u00e9 stessi, e in tal senso possiamo intenderli come amori distinti, essi sono sempre inseparabili.[12] Il primato dell\u2019amore divino implica che l\u2019azione dell\u2019uomo sia compiuta senza interesse personale n\u00e9 ricompensa, bens\u00ec come manifestazione di un amore che trascende le norme rituali e si traduce in un culto autentico: servire il prossimo \u00e8 amare Dio nei fatti.[13]<\/p>\n\n\n\n<p>Questa dimensione ci permette anche di rilevare ci\u00f2 che significa amare s\u00e9 stessi. Significa allontanare da noi l\u2019interesse di fondare la nostra autostima o il senso della nostra dignit\u00e0 su stereotipi di successo, carriera, posizione o discendenza [14] e recuperare la nostra collocazione davanti a Dio e al fratello. Benedetto XVI diceva che \u00abla creatura umana, in quanto di natura spirituale, si realizza nelle relazioni interpersonali. Pi\u00f9 le vive in modo autentico, pi\u00f9 matura anche la propria identit\u00e0 personale. Non \u00e8 isolandosi che l\u2019uomo valorizza se stesso, ma ponendosi in relazione con gli altri e con Dio\u00bb.[15]<\/p>\n\n\n\n<p>Cari fratelli e sorelle, \u00abil vero rimedio alle ferite dell\u2019umanit\u00e0 \u00e8 uno stile di vita basato sull\u2019amore fraterno, che ha la sua radice nell\u2019amore di Dio\u00bb.[16] Desidero vivamente che nel nostro stile di vita cristiana non manchi mai questa dimensione fraterna, \u201csamaritana\u201d, inclusiva, coraggiosa, impegnata e solidale, che ha la sua radice pi\u00f9 intima nella nostra unione con Dio, nella fede in Ges\u00f9 Cristo. Infiammati da questo amore divino, potremo davvero donarci per il bene di tutti i sofferenti, specialmente dei nostri fratelli malati, anziani e afflitti.<\/p>\n\n\n\n<p>Eleviamo la nostra preghiera alla Beata Vergine Maria, Salute dei malati; chiediamo il suo aiuto per tutti coloro che soffrono, che hanno bisogno di compassione, ascolto e conforto, e supplichiamo la sua intercessione con questa antica preghiera, che veniva recitata in famiglia per coloro che vivono nella malattia e nel dolore:<\/p>\n\n\n\n<p>Dolce Madre, non allontanarti,<br>non distogliere da me il tuo sguardo.<br>Vieni con me ovunque<br>e non lasciarmi mai solo.<br>Tu che sempre mi proteggi<br>come mia vera Madre,<br>fa\u2019 che mi benedica il Padre,<br>il Figlio e lo Spirito Santo.<\/p>\n\n\n\n<p>Imparto di cuore la mia benedizione apostolica a tutti i malati, ai loro familiari e a quanti li assistono, agli operatori sanitari, alle persone impegnate nella pastorale della salute e in modo speciale a coloro che partecipano a questa Giornata Mondiale del Malato.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal Vaticano, 13 gennaio 2026<\/p>\n\n\n\n<p>LEONE PP. XIV<\/p>\n\n\n\n<p>[1] Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 63.<\/p>\n\n\n\n<p>[2] Cfr ibid., 80-82.<\/p>\n\n\n\n<p>[3] Cfr S. Agostino, Discorsi, 171, 2; 179 A, 7.<\/p>\n\n\n\n<p>[4] Cfr Benedetto XVI, Lett. enc. Deus charitas est (25 dicembre 2005), 34; S. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Salvifici doloris (11 febbraio 1984), 28<\/p>\n\n\n\n<p>[5] S. Francesco d\u2019Assisi, Testamento, 2: Fonti Francescane, 110.<\/p>\n\n\n\n<p>[6] S. Ambrogio, Trattato sul Vangelo di San Luca, VII, 84.<\/p>\n\n\n\n<p>[7] Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 78.<\/p>\n\n\n\n<p>[8] S. Cipriano, De mortalitate, 16.<\/p>\n\n\n\n<p>[9] Cfr S. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Salvifici doloris (11 febbraio 1984), 24.<\/p>\n\n\n\n<p>[10] Cfr ibid., 31.<\/p>\n\n\n\n<p>[11] Esort. ap. Dilexi te (4 ottobre 2025), 26.<\/p>\n\n\n\n<p>[12] Cfr ibid.<\/p>\n\n\n\n<p>[13] Cfr Francesco, Lett. enc. Fratelli tutti (3 ottobre 2020), 79.<\/p>\n\n\n\n<p>[14] Cfr ibid., 101.<\/p>\n\n\n\n<p>[15] Benedetto XVI, Lett. enc. Caritas in veritate (29 giugno 2009), 53.<\/p>\n\n\n\n<p>[16] Francesco, Messaggio ai partecipanti al 33\u00b0 Festival internazionale dei giovani (MLADIFEST), Medjugorje, 1-6 agosto 2022 (16 luglio 2022).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" width=\"300\" height=\"155\" src=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/Ufficio-nazionale-per-la-pastorale-della-salute.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-9403\"\/><\/figure><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell\u2019altro Fonte CEI &#8211; Pastorale della Salute Cari fratelli e sorelle! La XXXIV Giornata Mondiale del Malato sar\u00e0 celebrata solennemente a Chiclayo, in Per\u00f9, l\u201911 febbraio 2026. 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