{"id":1978,"date":"2015-01-24T20:36:03","date_gmt":"2015-01-24T19:36:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/?p=1978"},"modified":"2023-05-09T18:50:24","modified_gmt":"2023-05-09T16:50:24","slug":"s-francesco-di-sales-patrono-dei-giornalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/s-francesco-di-sales-patrono-dei-giornalisti\/","title":{"rendered":"S.FRANCESCO DI SALES PATRONO DEI GIORNALISTI"},"content":{"rendered":"<p>Il 24 gennaio di ogni anno, nella festa di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti il Santo Padre dona un messaggio per la celebrazione della Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali che quest&#8217;anno si celebra il 17 maggio.<\/p>\n<p>Di seguito\u00a0il testo che Papa Francesco ha scritto per quest&#8217;anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #008000; font-size: 22px;\">Messaggio del Santo Padre per la 49ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #808000; font-size: 18px;\"><b><i>Comunicare la famiglia: ambiente privilegiato dell\u2019incontro nella gratuit\u00e0 dell\u2019amore<\/i><\/b><\/span><i><\/i><\/p>\n<p>Il tema della famiglia \u00e8 al centro di un\u2019approfondita riflessione ecclesiale e di un processo sinodale che prevede due Sinodi, uno straordinario \u2013 appena celebrato \u2013 ed uno ordinario, convocato per il prossimo ottobre. In tale contesto, ho ritenuto opportuno che il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali avesse come punto di riferimento la famiglia.\u00a0<i>La famiglia \u00e8 del resto il primo luogo dove impariamo a comunicare<\/i>. Tornare a questo momento originario ci pu\u00f2 aiutare sia a rendere la comunicazione pi\u00f9 autentica e umana, sia a guardare la famiglia da un nuovo punto di vista.<\/p>\n<p>Possiamo lasciarci ispirare dall\u2019icona evangelica della visita di Maria ad Elisabetta (<i>Lc<\/i>\u00a01,39-56). \u00abAppena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussult\u00f2 nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclam\u00f2 a gran voce: &#8220;Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!&#8221;\u00bb (vv. 41-42).<\/p>\n<p>Anzitutto, questo episodio ci mostra la comunicazione come\u00a0<i>un dialogo che si intreccia con il linguaggio del corpo<\/i>. La prima risposta al saluto di Maria la d\u00e0 infatti il bambino, sussultando gioiosamente nel grembo di Elisabetta. Esultare per la gioia dell\u2019incontro \u00e8 in un certo senso l\u2019archetipo e il simbolo di ogni altra comunicazione, che impariamo ancora prima di venire al mondo. Il grembo che ci ospita \u00e8 la prima &#8220;scuola&#8221; di comunicazione, fatta di ascolto e di contatto corporeo, dove cominciamo a familiarizzare col mondo esterno in un ambiente protetto e al suono rassicurante del battito del cuore della mamma. Questo incontro tra due esseri insieme cos\u00ec intimi e ancora cos\u00ec estranei l\u2019uno all\u2019altra, un incontro pieno di promesse, \u00e8 la nostra prima esperienza di comunicazione. Ed \u00e8 un&#8217;esperienza che ci accomuna tutti, perch\u00e9 ciascuno di noi \u00e8 nato da una madre.<\/p>\n<p>Anche dopo essere venuti al mondo restiamo in un certo senso in un &#8220;grembo&#8221;, che \u00e8 la famiglia.\u00a0<i>Un grembo fatto di persone diverse, in relazione<\/i>: la famiglia \u00e8 il \u00abluogo dove si impara a convivere nella differenza\u00bb (Esort. ap.\u00a0<i>Evangelii gaudium<\/i>, 66). Differenze di generi e di generazioni, che comunicano prima di tutto perch\u00e9 si accolgono a vicenda, perch\u00e9 tra loro esiste un vincolo. E pi\u00f9 largo \u00e8 il ventaglio di queste relazioni, pi\u00f9 sono diverse le et\u00e0, e pi\u00f9 ricco \u00e8 il nostro ambiente di vita. \u00c8 il\u00a0<i>legame<\/i>che sta a fondamento della\u00a0<i>parola<\/i>, che a sua volta rinsalda il legame. Le parole non le inventiamo: le possiamo usare perch\u00e9 le abbiamo ricevute. E\u2019 in famiglia che si impara a parlare nella &#8220;<i>lingua materna<\/i>&#8220;, cio\u00e8 la lingua dei nostri antenati (cfr\u00a0<i>2 Mac<\/i>7,25.27). In famiglia si percepisce che altri ci hanno preceduto, ci hanno messo nella condizione di esistere e di potere a nostra volta generare vita e fare qualcosa di buono e di bello. Possiamo dare perch\u00e9 abbiamo ricevuto, e questo circuito virtuoso sta al cuore della capacit\u00e0 della famiglia di comunicarsi e di comunicare; e, pi\u00f9 in generale, \u00e8 il paradigma di ogni comunicazione.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza del legame che ci &#8220;precede&#8221; fa s\u00ec che la famiglia sia anche il contesto in cui si trasmette quella\u00a0<i>forma fondamentale di comunicazione<\/i>\u00a0che \u00e8 la\u00a0<i>preghiera<\/i>. Quando la mamma e il pap\u00e0 fanno addormentare i loro bambini appena nati, molto spesso li affidano a Dio, perch\u00e9 vegli su di essi; e quando sono un po\u2019 pi\u00f9 grandi recitano insieme con loro semplici preghiere, ricordando con affetto anche altre persone, i nonni, altri parenti, i malati e i sofferenti, tutti coloro che hanno pi\u00f9 bisogno dell\u2019aiuto di Dio. Cos\u00ec, in famiglia, la maggior parte di noi ha imparato la\u00a0<i>dimensione religiosa della comunicazione<\/i>, che nel cristianesimo \u00e8 tutta impregnata di amore, l\u2019amore di Dio che si dona a noi e che noi offriamo agli altri.<\/p>\n<p>Nella famiglia \u00e8 soprattutto la capacit\u00e0 di abbracciarsi, sostenersi, accompagnarsi, decifrare gli sguardi e i silenzi, ridere e piangere insieme, tra persone che non si sono scelte e tuttavia sono cos\u00ec importanti l\u2019una per l\u2019altra, a farci capire che cosa \u00e8 veramente la comunicazione come\u00a0<i>scoperta e<\/i>\u00a0<i>costruzione di prossimit\u00e0<\/i>. Ridurre le distanze, venendosi incontro a vicenda e accogliendosi, \u00e8 motivo di gratitudine e gioia: dal saluto di Maria e dal sussulto del bambino scaturisce la benedizione di Elisabetta, a cui segue il bellissimo cantico del\u00a0<i>Magnificat<\/i>, nel quale Maria loda il disegno d\u2019amore di Dio su di lei e sul suo popolo. Da un &#8220;s\u00ec&#8221; pronunciato con fede scaturiscono conseguenze che vanno ben oltre noi stessi e si espandono nel mondo. &#8220;Visitare&#8221; comporta aprire le porte, non rinchiudersi nei propri appartamenti, uscire, andare verso l\u2019altro. Anche la famiglia \u00e8 viva se respira aprendosi oltre s\u00e9 stessa, e le famiglie che fanno questo possono comunicare il loro messaggio di vita e di comunione, possono dare conforto e speranza alle famiglie pi\u00f9 ferite, e far crescere la Chiesa stessa, che \u00e8 famiglia di famiglie.<\/p>\n<p>La famiglia \u00e8 pi\u00f9 di ogni altro il luogo in cui, vivendo insieme nella quotidianit\u00e0, si sperimentano\u00a0<i>i limiti<\/i>\u00a0propri e altrui, i piccoli e grandi problemi della coesistenza, dell\u2019andare d\u2019accordo. Non esiste la famiglia perfetta, ma non bisogna avere paura dell\u2019imperfezione, della fragilit\u00e0, nemmeno dei conflitti; bisogna imparare ad affrontarli in maniera costruttiva. Per questo la famiglia in cui, con i propri limiti e peccati, ci si vuole bene, diventa una\u00a0<i>scuola<\/i>\u00a0<i>di perdono<\/i>. Il perdono \u00e8\u00a0<i>una dinamica di comunicazione<\/i>, una comunicazione che si logora, che si spezza e che, attraverso il pentimento espresso e accolto, si pu\u00f2 riannodare e far crescere. Un bambino che in famiglia impara ad ascoltare gli altri, a parlare in modo rispettoso, esprimendo il proprio punto di vista senza negare quello altrui, sar\u00e0 nella societ\u00e0 un costruttore di dialogo e di riconciliazione.<\/p>\n<p>A proposito di limiti e comunicazione, hanno tanto da insegnarci le\u00a0<i>famiglie con figli segnati da una o pi\u00f9<\/i>\u00a0<i>disabilit\u00e0<\/i>. Il\u00a0<i>deficit<\/i>motorio, sensoriale o intellettivo \u00e8 sempre una tentazione a chiudersi; ma pu\u00f2 diventare, grazie all\u2019amore dei genitori, dei fratelli e di altre persone amiche, uno\u00a0<i>stimolo ad aprirsi, a condividere, a comunicare in modo inclusivo<\/i>; e pu\u00f2 aiutare la scuola, la parrocchia, le associazioni a diventare pi\u00f9 accoglienti verso tutti, a non escludere nessuno.<\/p>\n<p>In un mondo, poi, dove cos\u00ec spesso si maledice, si parla male, si semina zizzania, si inquina con le chiacchiere il nostro ambiente umano, la famiglia pu\u00f2 essere una scuola di\u00a0<i>comunicazione come benedizione<\/i>. E questo anche l\u00e0 dove sembra prevalere l\u2019inevitabilit\u00e0 dell\u2019odio e della violenza, quando le famiglie sono separate tra loro da muri di pietra o dai muri non meno impenetrabili del pregiudizio e del risentimento, quando sembrano esserci buone ragioni per dire &#8220;adesso basta&#8221;; in realt\u00e0, benedire anzich\u00e9 maledire, visitare anzich\u00e9 respingere, accogliere anzich\u00e9 combattere \u00e8 l\u2019unico modo per spezzare la spirale del male, per testimoniare che il bene \u00e8 sempre possibile, per educare i figli alla fratellanza.<\/p>\n<p>Oggi i\u00a0<i>media pi\u00f9 moderni<\/i>, che soprattutto per i pi\u00f9 giovani sono ormai irrinunciabili,\u00a0<i>possono sia ostacolare che aiutare<\/i>\u00a0la comunicazione in famiglia e tra famiglie. La possono\u00a0<i>ostacolare<\/i>\u00a0se diventano un modo di sottrarsi all\u2019ascolto, di isolarsi dalla compresenza fisica, con la saturazione di ogni momento di silenzio e di attesa disimparando che \u00abil silenzio \u00e8 parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto\u00bb (Benedetto XVI,\u00a0<i>Messaggio per la 46\u00aa G.M. delle Comunicazioni Sociali<\/i>, 24.1.2012). La possono\u00a0<i>favorire<\/i>\u00a0se aiutano a raccontare e condividere, a restare in contatto con i lontani, a ringraziare e chiedere perdono, a rendere sempre di nuovo possibile l\u2019incontro. Riscoprendo quotidianamente questo centro vitale che \u00e8 l\u2019incontro, questo &#8220;inizio vivo&#8221;, noi sapremo orientare il nostro rapporto con le tecnologie, invece che farci guidare da esse. Anche in questo campo, i genitori sono i primi educatori. Ma non vanno lasciati soli; la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 chiamata ad affiancarli perch\u00e9 sappiano insegnare ai figli a vivere nell\u2019ambiente comunicativo secondo i criteri della dignit\u00e0 della persona umana e del bene comune.<\/p>\n<p>La sfida che oggi ci si presenta \u00e8, dunque,\u00a0<i>reimparare a raccontare<\/i>, non semplicemente a produrre e consumare informazione. E\u2019 questa la direzione verso cui ci spingono i potenti e preziosi mezzi della comunicazione contemporanea. L\u2019informazione \u00e8 importante ma non basta, perch\u00e9 troppo spesso semplifica, contrappone le differenze e le visioni diverse sollecitando a schierarsi per l\u2019una o l\u2019altra, anzich\u00e9 favorire uno sguardo d\u2019insieme.<\/p>\n<p>Anche la famiglia, in conclusione, non \u00e8 un oggetto sul quale si comunicano delle opinioni o un terreno sul quale combattere battaglie ideologiche, ma\u00a0<i>un ambiente in cui si impara a comunicare<\/i>\u00a0nella prossimit\u00e0 e un soggetto che comunica,\u00a0<i>una &#8220;comunit\u00e0 comunicante&#8221;<\/i>. Una comunit\u00e0 che sa accompagnare, festeggiare e fruttificare. In questo senso \u00e8 possibile ripristinare uno sguardo capace di riconoscere che la famiglia continua ad essere una grande risorsa, e non solo un problema o un\u2019istituzione in crisi. I\u00a0<i>media<\/i>\u00a0tendono a volte a presentare la famiglia come se fosse un modello astratto da accettare o rifiutare, da difendere o attaccare, invece che una realt\u00e0 concreta da vivere; o come se fosse un\u2019ideologia di qualcuno contro qualcun altro, invece che il luogo dove tutti impariamo che cosa significa comunicare nell\u2019amore ricevuto e donato. Raccontare significa invece comprendere che le nostre vite sono intrecciate in una trama unitaria, che le voci sono molteplici e ciascuna \u00e8 insostituibile.<\/p>\n<p>La famiglia pi\u00f9 bella, protagonista e non problema, \u00e8 quella che sa\u00a0<i>comunicare<\/i>, partendo dalla\u00a0<i>testimonianza<\/i>, la bellezza e la ricchezza del rapporto tra uomo e donna, e di quello tra genitori e figli. Non lottiamo per difendere il passato, ma lavoriamo con pazienza e fiducia, in tutti gli ambienti che quotidianamente abitiamo, per costruire il futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal Vaticano, 23 gennaio 2015<\/p>\n<p>Vigilia della festa di san Francesco di Sales<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">FRANCISCUS PP.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 24 gennaio di ogni anno, nella festa di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti il Santo Padre dona un messaggio per la celebrazione della Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali che quest&#8217;anno si celebra il 17 maggio. Di seguito\u00a0il testo che Papa Francesco ha scritto per quest&#8217;anno. 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