{"id":3524,"date":"2017-12-03T19:59:15","date_gmt":"2017-12-03T18:59:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/?p=3524"},"modified":"2022-04-25T21:50:35","modified_gmt":"2022-04-25T19:50:35","slug":"prepariamoci-al-tempo-di-avvento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/prepariamoci-al-tempo-di-avvento\/","title":{"rendered":"Prepariamoci al tempo di Avvento"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/avvento.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3525\" src=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/avvento-300x225.jpg\" alt=\"avvento\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/avvento-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/avvento-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/avvento-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/avvento.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"CENTER\">CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO<br \/>\nE LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI<\/p>\n<p align=\"CENTER\"><b>DIRETTORIO OMILETICO<\/b><\/p>\n<p align=\"CENTER\">DECRETO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 assai significativo che nell\u2019Esortazione apostolica\u00a0<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>,\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it.html\">Papa Francesco<\/a>\u00a0abbia voluto dedicare una parte considerevole al tema dell\u2019<i>omelia<\/i>. A tale riguardo, luci ed ombre erano gi\u00e0 state espresse dai Vescovi raccolti in Sinodo ed indicazioni in proposito sono state date nelle Esortazioni apostoliche post-sinodali\u00a0<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/apost_exhortations\/documents\/hf_ben-xvi_exh_20100930_verbum-domini.html\">Verbum Domini<\/a>\u00a0<\/i>e\u00a0<i><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it\/apost_exhortations\/documents\/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis.html\">Sacramentum caritatis<\/a>\u00a0<\/i>di\u00a0<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/benedict-xvi\/it.html\">Benedetto XVI<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa prospettiva, tenendo presente quanto disposto da\u00a0<i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19631204_sacrosanctum-concilium_it.html\">Sacrosanctum Concilium<\/a>\u00a0<\/i>come dal Magistero successivo, alla luce dei\u00a0<i>Praenotanda\u00a0<\/i>dell\u2019<i>Ordo lectionum Missae\u00a0<\/i>e dell\u2019<i>Institutio generalis Missalis Romani<\/i>, \u00e8 stato preparato il presente\u00a0<i>Direttorio omiletico<\/i>, articolato in due parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima, intitolata\u00a0<i>L\u2019omelia e l\u2019ambito liturgico<\/i>, si descrive la natura, la funzione ed il contesto peculiare dell\u2019omelia, come pure alcuni aspetti che la qualificano, ossia il ministro ordinato a cui compete, il riferimento alla Parola di Dio, la sua preparazione prossima e remota, i destinatari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella seconda parte,\u00a0<i>Ars praedicandi<\/i>, vengono esemplificate le coordinate metodologiche e contenutistiche che l\u2019omileta deve conoscere e di cui tener conto nel preparare e pronunciare l\u2019omelia. Chiavi di lettura, in modo indicativo e non esaustivo, sono proposte per il ciclo domenicale-festivo della Messa a partire dal cuore dell\u2019anno liturgico (Triduo e Tempo Pasquale, Quaresima, Avvento, Natale, Tempo durante l\u2019anno), con accenni anche alle Messe feriali, di matrimonio ed esequiali; in questi esempi sono applicati i criteri evidenziati nella prima parte del Direttorio, ossia la tipologia tra Antico e Nuovo Testamento, l\u2019importanza del brano evangelico, l\u2019ordinamento delle letture, i nessi tra liturgia della Parola e liturgia eucaristica, tra messaggio biblico ed eucologia, tra celebrazione e vita, tra ascolto di Dio e della concreta assemblea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguono due Appendici. Nella prima, al fine di mostrare il legame tra omelia e dottrina della Chiesa Cattolica, si segnalano i riferimenti del\u00a0<i>Catechismo\u00a0<\/i>in rapporto con alcuni accenti tematici delle letture domenicali dei tre cicli annuali. Nella seconda Appendice sono indicati i riferimenti a testi di documenti magisteriali sull\u2019omelia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il testo, sottoposto ai singoli Padri della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, dopo essere stato valutato e approvato nelle Riunioni Ordinarie del 7 febbraio e del 20 maggio 2014, \u00e8 stato presentato al Santo Padre Francesco, il quale ha approvato la pubblicazione del &#8220;Direttorio omiletico&#8221;. Questa Congregazione \u00e8 lieta pertanto di renderlo pubblico, auspicando che l\u2019omelia possa \u00ab essere realmente un\u2019intensa e felice esperienza dello Spirito, un confortante incontro con la Parola, una fonte costante di rinnovamento e di crescita \u00bb (<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#II._L\u2019omelia\"><i>Evangelii gaudium\u00a0<\/i>135<\/a>). Ciascun omileta, facendo propri i sentimenti dell\u2019apostolo Paolo, ravvivi la consapevolezza che \u00ab come Dio ci ha trovato degni di affidarci il Vangelo cos\u00ec noi lo annunciamo, non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio, che prova i nostri cuori \u00bb (<i>1 Ts\u00a0<\/i>2, 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le traduzioni nelle principali lingue saranno curate dal Dicastero, mentre nelle altre lingue la responsabilit\u00e0 della traduzione sar\u00e0 delle Conferenze dei Vescovi interessate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante qualsiasi cosa in contrario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Dalla sede della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il 29 giugno 2014, solennit\u00e0 dei Santi Pietro e Paolo, Apostoli.<\/i><\/p>\n<p align=\"CENTER\">Antonio Card. Ca\u00f1izares Llovera<i><br \/>\nPrefetto<\/i><\/p>\n<p align=\"right\">+ Arthur Roche<i><br \/>\nArcivescovo Segretario<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"CENTER\"><b><span style=\"color: #663300;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">LE DOMENICHE DI AVVENTO<\/span><\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">78. \u00ab Le letture del Vangelo hanno una loro caratteristica propria: si riferiscono alla venuta del Signore alla fine dei tempi (I Domenica), a Giovanni Battista (II e III Domenica); agli antefatti immediati della nascita del Signore (IV Domenica). Le letture dell\u2019Antico Testamento sono profezie sul Messia e sul tempo messianico, tratte soprattutto dal libro di Isaia. Le letture dell\u2019Apostolo contengono esortazioni e annunci in armonia con le caratteristiche di questo tempo \u00bb (OLM 93). L\u2019Avvento \u00e8 il tempo che prepara i cristiani alle grazie che verranno elargite ancora, quest\u2019anno, nella celebrazione della grande solennit\u00e0 del Natale. Sin dalla I domenica di Avvento, l\u2019omileta esorta il popolo ad intraprendere una preparazione connotata da tante sfaccettature, ciascuna delle quali suggerita dalla ricca raccolta dei brani biblici del Lezionario di questo tempo. La prima fase dell\u2019Avvento ci invita a preparare il Natale incoraggiandoci non solo a volgere lo sguardo al tempo della prima venuta del Signore nostro, quando, come dice il prefazio I di Avvento, egli assunse \u00ab l\u2019umilt\u00e0 della nostra natura umana \u00bb, ma anche ad attendere vigilanti il suo ritorno \u00ab nello splendore della gloria \u00bb, quando \u00ab ci chiamer\u00e0 a possedere il regno promesso \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">79. Vi \u00e8 pertanto un duplice significato di\u00a0<i>Avvento\u00a0<\/i>\u2013 un duplice significato della\u00a0<i>venuta\u00a0<\/i>del Signore. Questo tempo ci prepara alla sua venuta nella grazia della festa del Natale e al suo ritorno per il giudizio alla fine dei tempi. I testi biblici dovrebbero essere spiegati tenendo bene a mente questo duplice significato. A seconda del testo, pu\u00f2 essere posta in primo piano l\u2019una o l\u2019altra venuta, anche se, di fatto, spesso lo stesso brano presenta parole ed immagini per considerare entrambe. C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra venuta: ascoltiamo queste letture nell\u2019assemblea eucaristica, dove Cristo \u00e8 davvero presente. All\u2019inizio del tempo di Avvento, la Chiesa richiama alla mente l\u2019insegnamento di san Bernardo, ossia che tra le due venute visibili di Cristo, nella storia e alla fine dei tempi, vi \u00e8 un\u2019invisibile venuta qui e ora (cf. Ufficio delle Letture, mercoled\u00ec, I settimana di Avvento); come fa proprie le parole di san Carlo Borromeo:<\/span><\/p>\n<blockquote><p><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Questo mistero (\u2026) ci insegna che la venuta del Signore non fu solamente per quelli, che avanti o che allora si trovarono nel mondo quando egli venne, ma la virt\u00f9 d\u2019essa resta sempre per beneficio di tutti noi ancora, se per mezzo della santa fede e dei divini sacramenti vorremo ricevere la grazia che ci ha portata, e secondo quella ordinare la vita nostra sotto la sua obbedienza (Ufficio delle letture, luned\u00ec, I settimana di Avvento).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"CENTER\"><span style=\"color: #663300; font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">A. La I Domenica di Avvento<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">80. Il vangelo della I domenica d\u2019Avvento, nei tre cicli, \u00e8 un racconto sinottico che annuncia l\u2019imminente venuta del Figlio dell\u2019Uomo nella gloria, in un giorno e in un\u2019ora sconosciuti. Siamo esortati a stare vigili e all\u2019erta, ad attenderci segni spaventosi in cielo e sulla terra, a non farci sorprendere. Desta sempre una certa impressione cominciare in tal modo l\u2019Avvento, poich\u00e9 inevitabilmente questo tempo richiama alla mente il Natale e, in molti luoghi, il comune sentire \u00e8 gi\u00e0 alle prese con le dolci rappresentazioni della nascita di Ges\u00f9 a Betlemme. La liturgia ci presenta tuttavia tali immagini alla luce di altre, che ci ricordano come lo stesso Signore nato a Betlemme \u00ab verr\u00e0 di nuovo nella gloria per giudicare i vivi e i morti \u00bb, come dice il Credo. In questa Domenica \u00e8 responsabilit\u00e0 dell\u2019omileta ricordare ai cristiani che devono sempre prepararsi a questa venuta e al giudizio. In verit\u00e0, l\u2019Avvento stesso costituisce tale preparazione: la venuta di Ges\u00f9 a Natale \u00e8 intimamente connessa con la sua venuta nell\u2019ultimo giorno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">81. In tutti e tre gli anni, la lettura del profeta pu\u00f2 interpretarsi come indicativa sia del glorioso avvento finale del Signore, sia del suo primo avvento \u00ab nell\u2019umilt\u00e0 della natura umana \u00bb, richiamata dal Natale stesso. Tanto Isaia (nell\u2019anno A) quanto Geremia (nell\u2019anno C), annunciano che \u00ab verranno quei giorni \u00bb. Nel contesto di questa liturgia, le parole che seguono puntano chiaramente al tempo finale; ma si riferiscono anche all\u2019imminente solennit\u00e0 del Natale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">82. Che cosa accadr\u00e0 alla fine dei giorni? Isaia dice (nell\u2019anno A): \u00ab Alla fine dei giorni il monte del tempio del Signore sar\u00e0 saldo sulla cima dei monti, e si innalzer\u00e0 sopra i colli, e ad esso affluiranno tutte le genti \u00bb. L\u2019omileta ha diverse possibilit\u00e0 di interpretazione, che si possono sviluppare di conseguenza. \u00ab Il monte del tempio del Signore \u00bb potrebbe essere correttamente spiegato come un\u2019immagine della Chiesa, chiamata a riunire tutte le genti. Ma potrebbe altres\u00ec fungere da primo annuncio dell\u2019imminente festa del Natale. \u00ab Affluiranno tutte le genti \u00bb verso il bambino nella mangiatoia, \u00e8 un testo che si compir\u00e0 in particolare nell\u2019Epifania, quando i magi verranno ad adorarlo. L\u2019omileta dovrebbe ricordare ai fedeli che anch\u2019essi rientrano tra le genti che si muovono verso Cristo, un viaggio che inizia con rinnovata intensit\u00e0 nella I Domenica di Avvento. Le stesse parole, ricche di ispirazione, si applicano anche alla venuta alla fine dei tempi, citata esplicitamente dal vangelo. Il profeta prosegue: \u00ab Egli sar\u00e0 giudice fra le genti, e arbitro fra molti popoli \u00bb. Le parole conclusive del passo profetico sono al contempo un meraviglioso appello alla celebrazione del Natale come altres\u00ec ad attendere l\u2019avvento del Figlio dell\u2019Uomo nella gloria: \u00ab Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">83. La prima lettura dal libro di Isaia nell\u2019anno B si presenta nella forma di una preghiera che ammaestra la Chiesa sull\u2019atteggiamento penitenziale proprio di questo periodo. Inizia presentando un problema, quello del nostro peccato. \u00ab Perch\u00e9, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e lasci indurire il nostro cuore cos\u00ec che non ti tema? \u00bb. \u00c8 evidente che tale interrogativo deve essere affrontato. Chi \u00e8 in grado di comprendere il mistero dell\u2019iniquit\u00e0 umana? (cf.\u00a0<i>2 Ts\u00a0<\/i>2, 7). La nostra esperienza, sia in noi stessi che nel mondo circostante \u2013 l\u2019omileta pu\u00f2 fare degli esempi \u2013 non pu\u00f2 che sollevare dal profondo dei cuori un immenso grido rivolto a Dio: \u00ab Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti \u00bb. Questo accorato appello trova risposta definitiva in Ges\u00f9 Cristo. In lui Dio ha squarciato i cieli ed \u00e8 sceso tra di noi. E in lui, come aveva chiesto il profeta, Dio \u00ab compiva cose terribili che non attendevamo, tu scendesti e davanti a te sussultarono i monti. Mai si ud\u00ec parlare dai tempi lontani \u00bb. Il Natale \u00e8 la celebrazione delle opere meravigliose compiute da Dio e che non avremmo mai osato sperare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">84. In questa I Domenica d\u2019Avvento, tuttavia, la Chiesa fissa lo sguardo anche sul ritorno di Ges\u00f9 in gloria e maest\u00e0. \u00ab Se tu squarciassi i cieli e scendessi! Davanti a te sussulterebbero i monti \u00bb. Proprio con questo stesso tono gli evangelisti descrivono la venuta finale. E noi siamo pronti? No, non lo siamo e, infatti, abbiamo bisogno di un tempo di preparazione. La preghiera del profeta continua: \u00ab Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia, e si ricordano le tue vie \u00bb. Qualcosa di molto simile si invoca nella colletta di questa Domenica: \u00ab O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volont\u00e0 di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">85. Nel vangelo di Luca, adottato nell\u2019anno C, le immagini sono particolarmente vivaci. Tra i tanti segni terribili che appariranno, Ges\u00f9 predice che ve ne sar\u00e0 uno in grado di eclissare tutti gli altri, e cio\u00e8 la sua apparizione come il Signore della Gloria. Egli dice: \u00ab allora vedranno il Figlio dell\u2019Uomo venire su una nube con grande potenza e gloria \u00bb. Per noi che gli apparteniamo, questo non dev\u2019essere un giorno in cui tremare di paura. Al contrario, egli dice: \u00ab Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perch\u00e9 la vostra liberazione \u00e8 vicina \u00bb. Un omileta potrebbe domandare a voce alta perch\u00e9 noi dovremo nutrire un tale atteggiamento di fiducia nel giorno finale? Certo, ci\u00f2 richiede una precisa preparazione, esige qualche cambiamento nella nostra vita. \u00c8 quanto comporta il tempo di Avvento, nel quale dobbiamo mettere in pratica l\u2019avvertimento del Signore: \u00ab State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita. Vegliate in ogni momento pregando, perch\u00e9 abbiate la forza di sfuggire a tutto ci\u00f2 che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell\u2019Uomo \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">86. Naturalmente l\u2019Eucaristia che ci disponiamo a celebrare \u00e8 la pi\u00f9 intensa preparazione della comunit\u00e0 alla venuta del Signore, poich\u00e9 essa stessa ne segna la venuta. Nel prefazio che apre la Preghiera eucaristica in questa Domenica, la comunit\u00e0 si presenta a Dio come \u00ab vigilante nell\u2019attesa \u00bb. Noi che rendiamo grazie, gi\u00e0 oggi chiediamo di poter cantare con tutti gli angeli: \u00ab Santo, Santo, Santo, il Signore Dio dell\u2019universo \u00bb. Nell\u2019acclamare il \u00ab Mistero della fede \u00bb esprimiamo lo stesso spirito di vigile attesa: \u00ab Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice, annunziamo la tua morte, Signore, nell\u2019attesa della tua venuta \u00bb. Nella Preghiera eucaristica i cieli si aprono e Dio discende. Oggi riceviamo il Corpo e il Sangue del Figlio dell\u2019Uomo che arriver\u00e0 sulle nubi con grande potenza e gloria. Con la sua grazia, elargita nella santa Comunione, c\u2019\u00e8 da sperare che ciascuno di noi possa esclamare: \u00ab Mi risollever\u00f2 e alzer\u00f2 il capo, perch\u00e9 la mia liberazione \u00e8 vicina \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"CENTER\"><span style=\"color: #663300; font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">B. La II e la III Domenica di Avvento<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">87. Nei tre cicli, i brani evangelici della II e III Domenica di Avvento, sono dominati dalla figura di san Giovanni Battista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">Non solo, il Battista \u00e8 spesso il protagonista anche dei passi evangelici del lezionario feriale nelle settimane seguenti queste Domeniche. Inoltre, tutti i passi evangelici dei giorni 19, 21, 23 e 24 dicembre si concentrano sugli eventi che circondano la nascita di Giovanni. Infine, la celebrazione del battesimo di Ges\u00f9 per mano di Giovanni chiude l\u2019intero ciclo del Natale. Quanto qui si dice ha lo scopo di aiutare l\u2019omileta in tutte le occasioni in cui, dal testo biblico, viene posta in risalto la figura di Giovanni Battista.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">88. Origene, teologo maestro del III secolo, ha notato uno schema che esprime un grande mistero: indipendentemente dal tempo della sua venuta, Ges\u00f9 \u00e8 stato preceduto, in quella venuta, da Giovanni Battista (cf.\u00a0<i>Omelie su Luca,\u00a0<\/i>IV, 6). Avvenne, infatti, che fin dal grembo materno Giovanni sussult\u00f2 per annunciare la presenza del Signore. Nel deserto, presso il Giordano, la predicazione di Giovanni preannunci\u00f2 colui che doveva venire dopo di lui. Quando lo battezz\u00f2 nel Giordano, i cieli si aprirono, lo Spirito Santo discese su Ges\u00f9 in forma visibile e una voce dal cielo lo proclamava il Figlio amato del Padre. La morte di Giovanni fu letta da Ges\u00f9 come il segnale per dirigersi risolutamente verso Gerusalemme, dove sapeva che l\u2019avrebbe atteso la morte. Giovanni \u00e8 l\u2019ultimo e il pi\u00f9 grande di tutti i profeti; dopo di lui, giunge e agisce per la nostra salvezza colui che fu preannunciato da tutti i profeti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">89. Il Verbo divino che un tempo si \u00e8 fatto carne in Palestina, raggiunge anche ogni generazione di credenti cristiani. Giovanni precedette la venuta di Ges\u00f9 nella storia e ancora precede la sua venuta tra noi. Nella comunione dei Santi, Giovanni \u00e8 presente nelle nostre assemblee di questi giorni, ci annuncia colui che sta per venire e ci esorta perci\u00f2 al pentimento. Per questo ogni giorno, nelle Lodi mattutine, la Chiesa innalza il cantico che Zaccaria, il padre di Giovanni, inton\u00f2 alla sua nascita: \u00ab E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell\u2019Altissimo, perch\u00e9 andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati \u00bb (<i>Lc\u00a0<\/i>1, 76-77).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">90. L\u2019omileta dovrebbe assicurarsi che il popolo cristiano, come componente della preparazione alla duplice venuta del Signore, ascolti gli incessanti inviti di Giovanni al pentimento, manifestati in particolar modo nei vangeli della II e III Domenica di Avvento. Ma non udiamo la voce di Giovanni solo nei passi del Vangelo: le voci di tutti i profeti di Israele si riuniscono nella sua. \u00ab E se lo volete accettare, egli \u00e8 quell\u2019Elia che deve venire \u00bb (<i>Mt\u00a0<\/i>11, 14). Si potrebbe anche dire, a riguardo di tutte le prime letture nei cicli di queste Domeniche, che egli \u00e8 Isaia, Baruc, Sofonia. Ogni oracolo profetico proclamato nell\u2019assemblea liturgica di questo tempo \u00e8 per la Chiesa un\u2019eco della voce di Giovanni, che prepara qui e ora la strada al Signore. Siamo preparati per la venuta del Figlio dell\u2019Uomo nella gloria e maest\u00e0 dell\u2019ultimo giorno. Siamo preparati per la festa del Natale di quest\u2019anno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">91. Ad esempio, ogni assemblea in cui vengono proclamate le Scritture \u00e8 la &#8220;Gerusalemme&#8221; del testo del profeta Baruc (II Domenica C): \u00ab Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell\u2019afflizione, rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre \u00bb. Ecco un profeta che ci invita ad una precisa preparazione e ci chiama a conversione: \u00ab Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio, metti sul tuo capo il diadema di gloria dell\u2019Eterno \u00bb. Nella Chiesa dimorer\u00e0 il Verbo fatto carne, e cos\u00ec ad essa sono rivolte le parole: \u00ab Sorgi, o Gerusalemme, sta\u2019 in piedi sull\u2019altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti, dal tramonto del sole fino al suo sorgere, alla parola del santo, esultanti per il ricordo di Dio \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">92. In queste Domeniche vengono lette varie classiche profezie messianiche di Isaia. \u00ab Un germoglio spunter\u00e0 dal tronco di Jesse, un virgulto germoglier\u00e0 dalle sue radici \u00bb (<i>Is\u00a0<\/i>11, 1, II Domenica A). L\u2019annuncio si compie nella nascita di Ges\u00f9. In un altro anno: \u00ab Una voce grida: &#8220;Nel deserto preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio&#8221; \u00bb (<i>Is\u00a0<\/i>40, 3, II Domenica B). I quattro evangelisti riconoscono il compiersi di queste parole nella predicazione di Giovanni nel deserto. Nello stesso Isaia si legge: \u00ab Allora si riveler\u00e0 la gloria del Signore e ogni uomo la vedr\u00e0, perch\u00e9 la bocca del Signore ha parlato \u00bb (<i>Is\u00a0<\/i>40, 5). Ci\u00f2 viene detto dell\u2019ultimo giorno. Ci\u00f2 viene detto della festa del Natale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">93. \u00c8 impressionante come, nelle diverse occasioni in cui Giovanni Battista compare nel Vangelo, venga spesso ripetuto il nucleo del suo messaggio su Ges\u00f9: \u00ab Io vi ho battezzato con l\u2019acqua, ma egli vi battezzer\u00e0 in Spirito Santo \u00bb (<i>Mc\u00a0<\/i>1, 8, II Domenica B). Il battesimo di Ges\u00f9 nello Spirito Santo \u00e8 il collegamento diretto fra i testi finora richiamati ed il centro su cui questo\u00a0<i>Direttorio\u00a0<\/i>attira l\u2019attenzione, ossia il Mistero Pasquale, compiutosi nella Pentecoste con la discesa dello Spirito Santo su quanti credono in Cristo. Il Mistero Pasquale \u00e8 preparato dalla venuta dell\u2019Unigenito Figlio generato nella carne, e le sue infinite ricchezze saranno ulteriormente svelate nell\u2019ultimo giorno. Del bambino nato in una stalla e di colui che verr\u00e0 sulle nubi, Isaia dice: \u00ab Su di lui si poser\u00e0 lo spirito del Signore \u00bb (<i>Is\u00a0<\/i>11,2, II Domenica A); e anche, ricorrendo alle parole che Ges\u00f9 stesso dichiarer\u00e0 compiute in lui: \u00ab Lo spirito del Signore \u00e8 su di me, perch\u00e9 il Signore mi ha consacrato l\u2019unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri \u00bb (<i>Is\u00a0<\/i>61, 1, III Domenica B, cf.\u00a0<i>Lc\u00a0<\/i>4, 16-21).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">94. Il Lezionario del tempo di Avvento \u00e8, di fatto, un\u2019avvincente raccolta di testi dell\u2019Antico Testamento che misteriosamente trovano il loro compimento nella venuta del Figlio di Dio nella carne. Ancora e sempre l\u2019omileta pu\u00f2 ricorrere alla vena poetica dei profeti per descrivere ai cristiani quei misteri in cui essi stessi sono inseriti attraverso le celebrazioni liturgiche. Cristo viene di continuo e le dimensioni della sua venuta sono molteplici. \u00c8 venuto. Torner\u00e0 di nuovo nella gloria. Viene a Natale. Viene gi\u00e0 ora, in ogni Eucaristia celebrata nel corso dell\u2019Avvento. A tutte queste dimensioni si pu\u00f2 applicare la forza poetica dei profeti: \u00ab Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina \u00bb (<i>Is\u00a0<\/i>35, 4, III Domenica A). \u00ab Non temere Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore tuo Dio, in mezzo a te \u00e8 un salvatore potente \u00bb (<i>Sof\u00a0<\/i>3, 16-17, III Domenica C). \u00ab Consolate, consolate il mio popolo \u2013 dice il vostro Dio \u2013. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione \u00e8 compiuta, la sua colpa \u00e8 scontata \u00bb (<i>Is\u00a0<\/i>40, 1-2, II Domenica B).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">95. Non sorprende, allora, come lo spirito di trepidante attesa cresca durante le settimane di Avvento, come nella III Domenica i celebranti indossino le vesti di un gioioso rosa chiaro, e come questa Domenica tragga il nome dalle prime parole dall\u2019antifona d\u2019ingresso, cantate da secoli in questo giorno, parole riprese dalla Lettera di san Paolo ai Filippesi: \u00ab\u00a0<i>Gaud\u00e9te\u00a0<\/i>\u2013 rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore \u00e8 vicino \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"CENTER\"><span style=\"color: #663300; font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">C. La IV Domenica di Avvento<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">96. Con la IV Domenica di Avvento, il Natale \u00e8 ormai prossimo. L\u2019atmosfera della liturgia, dagli accorati appelli alla conversione si sposta sugli eventi che circondano da vicino la nascita di Ges\u00f9. Un cambio di rotta, questo, evidenziato nel prefazio II del tempo di Avvento. \u00ab Ecco, la vergine concepir\u00e0 e partorir\u00e0 un figlio \u00bb, \u00e8 il titolo della prima lettura dell\u2019anno A. Certo tutte le letture \u2013 dai profeti agli Apostoli ai Vangeli \u2013 ruotano attorno al mistero annunciato a Maria dall\u2019Arcangelo Gabriele. (Ci\u00f2 che \u00e8 qui esposto a proposito dei vangeli della Domenica e dei testi dell\u2019Antico Testamento, pu\u00f2 essere applicato anche al Lezionario feriale dal 17 al 23 dicembre).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">97. Il racconto dell\u2019Annunciazione di Luca \u00e8 il vangelo che si legge nell\u2019anno B; \u00e8 seguito, nello stesso Vangelo, dalla Visitazione, che si legge nell\u2019anno C. Tali eventi occupano un posto speciale nella devozione di tanti cattolici. La prima parte della preghiera considerata tra le pi\u00f9 preziose, l\u2019<i>Ave Maria,\u00a0<\/i>si compone delle parole rivolte a Maria dall\u2019Arcangelo Gabriele e da Elisabetta. L\u2019Annunciazione \u00e8 il primo mistero gaudioso del Rosario, la Visitazione \u00e8 il secondo. La preghiera dell\u2019<i>Angelus\u00a0<\/i>\u00e8 una meditazione ampliata dell\u2019Annunciazione, recitata da molti fedeli ogni giorno \u2013 mattino, mezzogiorno e sera. L\u2019incontro tra l\u2019Arcangelo Gabriele e Maria, sulla quale discende lo Spirito Santo, \u00e8 rappresentato in molti capolavori dell\u2019arte cristiana. Nella IV Domenica di Avvento, l\u2019omileta dovrebbe lavorare su tale solida base della devozione cristiana e condurre i fedeli a una pi\u00f9 profonda comprensione di questi mirabili avvenimenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">98. \u00ab L\u2019Angelo del Signore port\u00f2 l\u2019annuncio a Maria. Ed ella concep\u00ec per opera dello Spirito Santo \u00bb. La potenza e forza di quell\u2019ora non sono mai venute meno. \u00c8 sentita nuovamente adesso, mentre pervade l\u2019assemblea in cui \u00e8 proclamato il Vangelo. Forgia l\u2019ora peculiare della celebrazione comunitaria. Siamo assorti nel suo mistero. In certo modo siamo presenti alla scena. Vediamo un angelo presentarsi davanti alla Vergine Maria a Nazareth in Galilea \u2013 anche la Chiesa sta contemplando la scena, seguendo con stupore il dramma del loro incontro, il loro scambio di parole. Messaggio divino, risposta umana. Ma mentre osserviamo, prendiamo coscienza che a questa visione non siamo ammessi soltanto come semplici spettatori. Quanto \u00e8 stato offerto a Maria \u2013 accoglier\u00e0 il Figlio di Dio nel suo grembo \u2013 \u00e8 in un certo modo offerto, nella liturgia della Domenica IV di Avvento, ad ogni assemblea di fedeli e ad ogni singolo credente. Il Natale, ormai a pochi giorni, sta per esserci dato. Proprio come ha detto Ges\u00f9: \u00ab Se uno mi ama, osserver\u00e0 la mia parola e il Padre mio lo amer\u00e0 e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui \u00bb (<i>Gv\u00a0<\/i>14, 23).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">99. La prima lettura dell\u2019Anno B, dal secondo Libro di Samuele, ci invita a fare un passo indietro rispetto a questa scena, pur mantenendo lo sguardo fisso su di essa. La lettura ci offre una visuale pi\u00f9 ampia, la storia della dinastia di Davide. L\u2019intenzione \u00e8 di aiutarci a guardare attentamente dentro i secoli di questa storia per scorgere, infine, l\u2019angelo davanti a Maria. \u00c8 quindi utile per l\u2019omileta aiutare le persone ad osservare l\u2019intero scenario dell\u2019evento. Il generoso Davide \u00e8 ispirato da un nobile pensiero, ossia costruire una casa per il Signore. Perch\u00e9, si chiede Davide, ora che si \u00e8 stabilito nella sua casa e ha ottenuto tregua dai suoi nemici all\u2019intorno grazie all\u2019intervento del Signore, perch\u00e9 questi dovrebbe continuare a vivere nell\u2019arca sotto una tenda? Perch\u00e9 non una casa, un tempio, per il Signore? Ma il Signore d\u00e0 a Davide una risposta del tutto inattesa. Alla generosa offerta di Davide, il Signore risponde con la propria divina generosit\u00e0, superando interamente ci\u00f2 che Davide offriva o avrebbe mai potuto immaginare. Ribaltando l\u2019offerta di Davide, il Signore dice: \u00ab Tu non costruirai una casa per me \u00bb, \u00ab poich\u00e9 una casa far\u00e0 a te il Signore \u00bb (cf. 2\u00a0<i>Sam\u00a0<\/i>7, 11), riferendosi cos\u00ec a una dinastia per Davide che \u00ab ti faccia durare quanto il sole, come la luna, di generazione in generazione \u00bb (<i>Sal\u00a0<\/i>72, 5).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">100. Ritornando alla scena centrale di questo racconto, vediamo come la promessa fatta a Davide si sia compiuta in maniera definitiva e, ancora una volta, in modo inatteso. Maria \u00e8 \u00ab promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe \u00bb (<i>Lc\u00a0<\/i>1, 27). L\u2019angelo annuncia a Maria che dar\u00e0 alla luce un figlio, dicendo: \u00ab Il Signore gli dar\u00e0 il trono di Davide suo padre \u00bb (<i>Lc\u00a0<\/i>1, 32). \u00c8 dunque Maria stessa la casa che il Signore costruisce per l\u2019autentico Figlio di Davide. Eppure anche il desiderio di Davide di costruire una casa per il Signore, viene misteriosamente adempiuto: con le parole \u00ab avvenga per me secondo la tua parola \u00bb (<i>Lc\u00a0<\/i>1, 38), la Figlia di Sion, per mezzo del suo assenso di fede, in un attimo costruisce un tempio degno del Figlio dell\u2019Altissimo Dio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">101. Il mistero del concepimento verginale di Maria \u00e8 anche il tema del vangelo dell\u2019anno A, ma in questo caso la narrazione si svolge dal punto di vista di Giuseppe, come raccontato da Matteo. La prima lettura \u00e8 un breve passo di Isaia, in cui il profeta pronuncia la ben nota frase: \u00ab Ecco: la vergine concepir\u00e0 e partorir\u00e0 un figlio, che chiamer\u00e0 Emmanuele \u00bb. Questa lettura pu\u00f2 offrire all\u2019omileta l\u2019occasione di spiegare come la Chiesa vede, giustamente, il compimento dei testi dell\u2019Antico Testamento negli eventi della vita di Ges\u00f9. Nel brano di Matteo l\u2019assemblea ascolta i particolari, riferiti con cura, che circondano la nascita di Ges\u00f9, conclusi con la frase: \u00ab Tutto questo \u00e8 avvenuto perch\u00e9 si compisse ci\u00f2 che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta \u00bb. Un profeta parla nella storia, in circostanze concrete. Nel 734 avanti Cristo, il re Acaz doveva affrontare un nemico potente; il profeta Isaia lo esort\u00f2 ad avere fede nel potere che Dio aveva di liberare Gerusalemme, e offr\u00ec al re un segno mandato dal Signore. Quando il re, con ipocrisia, rifiut\u00f2, il contrariato Isaia gli annunci\u00f2 che gli sarebbe stato dato comunque un segno, il segno di una vergine, il cui figlio sarebbe stato chiamato Emmanuele. Ma ora, per mezzo dello Spirito Santo che ha parlato tramite il profeta, quanto aveva un senso in quelle precise circostanze storiche, si amplia per conformarsi ad una circostanza storica ben pi\u00f9 grande: la venuta del Figlio di Dio che si fa carne. Tutte le profezie e l\u2019intera storia, in definitiva, parlano di questo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">102. Avendo presente tutto questo, l\u2019omileta pu\u00f2 considerare il ben costruito racconto di Matteo. L\u2019evangelista si preoccupa di tenere in equilibrio due verit\u00e0 su Ges\u00f9: che \u00e8 il Figlio di Davide ed \u00e8 il Figlio di Dio. Sono entrambe verit\u00e0 essenziali per capire chi \u00e8 Ges\u00f9. Sia Maria che Giuseppe svolgono un preciso ruolo nel compimento di questo armonico intreccio del mistero.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">103. Come abbiamo guardato all\u2019Annunciazione nel contesto della storia di Israele, cos\u00ec anche la genealogia che precede questo vangelo offre una importante chiave per la sua interpretazione. (La genealogia si legge il 17 dicembre e alla Messa della Vigilia di Natale). Il Vangelo di Matteo inizia solennemente con queste parole: \u00ab Genealogia di Ges\u00f9 Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo \u00bb. Segue la narrazione tradizionale di tutte le generazioni: Abramo gener\u00f2 Isacco, Isacco gener\u00f2 Giacobbe, e cos\u00ec via, passando per Davide e i suoi discendenti, fino a Giuseppe, dove il linguaggio subisce un improvviso e marcato cambiamento: \u00ab Giacobbe gener\u00f2 Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale \u00e8 nato Ges\u00f9, chiamato Cristo \u00bb. \u00c8 singolare e straordinario come il testo non prosegua dicendo: \u00ab Giuseppe gener\u00f2 Ges\u00f9 \u00bb, bens\u00ec specifichi come Giuseppe sia lo sposo di Maria, dalla quale \u00e8 nato Ges\u00f9. \u00c8 precisamente su questo punto che cade l\u2019accento posto dalla IV Domenica di Avvento, indicando come va compreso il primo versetto: \u00ab Cos\u00ec fu generato Ges\u00f9 Cristo \u00bb. Vale a dire, in circostanze notevolmente differenti da tutte le nascite precedenti, esigendo, pertanto, questa peculiare narrazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">104. La prima informazione riguarda il fatto che Maria,\u00a0<i>prima\u00a0<\/i>di andare a vivere con Giuseppe, si trov\u00f2 incinta per opera dello Spirito Santo. \u00c8 chiaro, quindi, agli ascoltatori e lettori del brano, che il bambino non \u00e8 di Giuseppe, ma \u00e8 il Figlio stesso di Dio. Nel racconto, tuttavia, ci\u00f2 non \u00e8 ancora chiaro a Giuseppe. L\u2019omileta potr\u00e0 constatare il dramma che sta davanti a Giuseppe. Sospetta Maria di infedelt\u00e0 e cos\u00ec decide \u00ab di ripudiarla in segreto \u00bb? O forse ha qualche sentore dell\u2019opera divina, che gli fa temere di prendere Maria come sua sposa? \u00c8 sconcertante anche il silenzio di Maria. Ella, infatti, mantiene il segreto che c\u2019\u00e8 tra lei e Dio, e toccher\u00e0 a Dio agire per chiarire la situazione. Nessuna parola umana sarebbe sufficiente a spiegare un mistero cos\u00ec grande. Mentre Giuseppe considerava queste cose, un angelo gli rivela in sogno che Maria ha concepito per opera dello Spirito Santo e che non deve temere. La liturgia dell\u2019Avvento invita i fedeli a non temere e ad accogliere, come Giuseppe, il mistero divino che si sta svolgendo nella loro vita.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">105. Un angelo conferma in sogno a Giuseppe che Maria ha concepito per opera dello Spirito Santo. E cos\u00ec, di nuovo, tutto si spiega: Ges\u00f9 \u00e8 il Figlio di Dio. Ma Giuseppe dovr\u00e0 compiere due gesti, due azioni che legittimeranno la nascita di Ges\u00f9 agli occhi della cultura e della fede giudaica. L\u2019angelo gli si rivolge esplicitamente con le parole: \u00ab Giuseppe, figlio di Davide \u00bb, e gli ordina di prendere Maria in casa sua, permettendo al mistero di lei di trasformare lui. Dopodich\u00e9 egli dovr\u00e0 dare il nome al bambino. Questi due gesti fanno di Ges\u00f9 \u00ab il Figlio di Davide \u00bb. Il racconto di Matteo avrebbe potuto proseguire con le parole: \u00ab Quando si dest\u00f2 dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l\u2019angelo del Signore \u00bb, mentre invece la narrazione \u00e8 interrotta dalla profezia di Isaia: \u00ab Tutto questo \u00e8 avvenuto perch\u00e9 si compisse ci\u00f2 che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta \u00bb, per citare poi il versetto profetico ascoltato nella prima lettura. Ci\u00f2 che Isaia disse ad Acaz, \u00e8 poco al confronto. Ora la parola &#8220;vergine&#8221; va presa alla lettera, e lei concepisce per opera dello Spirito Santo. E che dire del nome che dovranno dare al bambino, Emmanuele? Matteo, diversamente da Isaia, ne spiega il significato: \u00ab Dio con noi \u00bb. Anche queste parole, come ci mostrano le circostanze, vanno prese alla lettera. Giuseppe, il Figlio di Davide, lo chiamer\u00e0 Ges\u00f9; ma il mistero pi\u00f9 profondo del suo nome \u00e8 \u00ab Dio con noi \u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">106. In questa stessa domenica, nella seconda lettura tratta dalla Lettera di san Paolo ai Romani, ascoltiamo un linguaggio teologico pi\u00f9 antico e primitivo di quello di Matteo, ma che gi\u00e0 rivela l\u2019importanza dell\u2019armonico equilibrio nei titoli che esprimono il mistero di Ges\u00f9. San Paolo parla del \u00ab Vangelo che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza \u2026 in virt\u00f9 della risurrezione dei morti \u00bb. San Paolo vede ratificato il titolo \u00ab Figlio di Dio \u00bb nella risurrezione di Ges\u00f9. San Matteo, come abbiamo appena visto, quando spiega il nome di Emmanuele nel senso di \u00ab Dio con noi \u00bb, esprime tale comprensione del Signore risorto facendo riferimento al principio della sua esistenza umana!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">107. Ci\u00f2 nonostante, \u00e8 Paolo a mostrarci direttamente il modo di mettere in relazione quanto ascoltiamo in questi testi. Dopo aver solennemente chiamato colui che \u00e8 al centro del suo Vangelo \u00ab Figlio di Davide e Figlio di Dio \u00bb, Paolo designa i Gentili come coloro che sono chiamati \u00ab ad appartenere a Ges\u00f9 Cristo \u00bb. Di pi\u00f9, li definisce \u00ab amati da Dio e santi per chiamata \u00bb. L\u2019omileta deve mostrare come tale linguaggio si applichi anche a noi. I cristiani ascoltano la meravigliosa storia della nascita di Ges\u00f9 Cristo che compie mirabilmente ci\u00f2 che \u00e8 stato promesso per mezzo dei profeti, ma poi sentono anche una parola su di loro: sono chiamati ad appartenere a Ges\u00f9 Cristo, sono amati da Dio e sono chiamati ad essere santi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">108. Il Vangelo, nell\u2019anno C, attiene a ci\u00f2 che Maria comp\u00ec immediatamente dopo l\u2019incontro con l\u2019angelo che le annunciava il concepimento del Figlio di Dio. \u00ab In quei giorni Maria si alz\u00f2 e and\u00f2 in fretta verso la regione montuosa \u00bb, a trovare sua parente Elisabetta incinta di Giovanni Battista. E nell\u2019udire il saluto di Maria, il bambino sussult\u00f2 nel grembo di Elisabetta. \u00c8 questo il primo dei tanti momenti in cui Giovanni annuncia la presenza di Ges\u00f9. \u00c8 istruttivo riflettere anche su come Maria si comporta quando si rende conto di portare il Figlio di Dio nel proprio grembo. Ella \u00ab in fretta \u00bb va a visitare Elisabetta, cos\u00ec da poter costatare che \u00ab nulla \u00e8 impossibile a Dio \u00bb; e cos\u00ec facendo porta una grande gioia ad Elisabetta e al figlio nel suo grembo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;\">109. In questi giorni conclusivi dell\u2019Avvento la Chiesa intera riveste la fisionomia di Maria. Il volto della Chiesa porta impressi i segni distintivi della Vergine. Lo Spirito Santo opera ora nella Chiesa, come ha sempre operato. Pertanto, mentre l\u2019assemblea in questa Domenica entra nel mistero eucaristico, il sacerdote prega nell\u2019orazione sulle offerte: \u00ab Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all\u2019altare, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, che santific\u00f2 il grembo della Vergine Maria \u00bb. L\u2019omileta deve saper trarre il medesimo nesso evidenziato da questa orazione: attraverso l\u2019Eucaristia, per la potenza dello Spirito Santo, i fedeli porteranno nel proprio corpo ci\u00f2 che Maria port\u00f2 nel suo grembo. Come lei, dovranno \u00ab di fretta \u00bb fare del bene al prossimo. Le loro buone azioni, compiute sull\u2019esempio di Maria, sorprenderanno allora gli altri con la presenza di Cristo, facendo s\u00ec che dentro di loro vi sia un sussulto di gioia.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI DIRETTORIO OMILETICO DECRETO \u00c8 assai significativo che nell\u2019Esortazione apostolica\u00a0Evangelii gaudium,\u00a0Papa Francesco\u00a0abbia voluto dedicare una parte considerevole al tema dell\u2019omelia. 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