{"id":4777,"date":"2018-08-22T09:49:04","date_gmt":"2018-08-22T07:49:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/?p=4777"},"modified":"2021-10-07T11:05:21","modified_gmt":"2021-10-07T09:05:21","slug":"catechesi-del-santo-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/catechesi-del-santo-padre\/","title":{"rendered":"Catechesi del Santo Padre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Dal sito del Vaticano:<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Udienza Generale 08\/08\/2018<\/strong><\/span><\/p>\n<h3><b> <a href=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/catechesi2402.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-4781\" src=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/catechesi2402-1024x558.jpg\" alt=\"catechesi2402\" width=\"1024\" height=\"558\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/catechesi2402-1024x558.jpg 1024w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/catechesi2402-300x164.jpg 300w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/catechesi2402-768x419.jpg 768w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/catechesi2402.jpg 1443w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/b><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Cari fratelli e sorelle, buongiorno!<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Continuiamo oggi a meditare il Decalogo, approfondendo il tema dell\u2019<i>idolatria,\u00a0<\/i>ne abbiamo parlato la settimana scorsa. Ora riprendiamo il tema perch\u00e9 \u00e8 molto importante conoscerlo. E<b>\u00a0<\/b>prendiamo spunto dall\u2019idolo per eccellenza, il vitello d\u2019oro, di cui parla il Libro dell\u2019Esodo (32,1-8) \u2013 ne abbiamo appena ascoltato un brano. Questo episodio ha un preciso contesto: il deserto, dove il popolo attende Mos\u00e8, che \u00e8 salito sul monte per ricevere le istruzioni da Dio.<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Che cos\u2019\u00e8\u00a0<i>il deserto<\/i>? \u00c8 un luogo dove regnano la precariet\u00e0 e l\u2019insicurezza &#8211; nel deserto non c\u2019\u00e8 nulla &#8211;<b>\u00a0<\/b>dove mancano acqua, manca il cibo e manca il riparo. Il deserto \u00e8 un\u2019immagine della vita umana, la cui condizione \u00e8 incerta e non possiede garanzie inviolabili. Questa insicurezza genera nell\u2019uomo ansie primarie, che Ges\u00f9 menziona nel Vangelo: \u00abChe cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?\u00bb (<i>Mt<\/i>\u00a06,31). Sono le ansie primarie. E il deserto provoca queste ansie.<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/GESU-TENTATO-DESERTO-SOLO.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-4778 alignleft\" src=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/GESU-TENTATO-DESERTO-SOLO.jpg\" alt=\"GESU TENTATO DESERTO SOLO\" width=\"384\" height=\"207\" \/><\/a>E in quel deserto accade qualcosa che innesca l\u2019idolatria. \u00abMos\u00e8 tardava a scendere dal monte\u00bb (<i>Es<\/i>\u00a032,1). \u00c8 rimasto l\u00ec 40 giorni e la gente si \u00e8 spazientita. Manca il punto di riferimento<b>\u00a0<\/b>che era Mos\u00e8: il leader, il capo, la guida rassicurante, e ci\u00f2 diventa insostenibile. Allora il popolo chiede un dio visibile \u2013 questo \u00e8 il tranello nel quale cade il popolo &#8211; per potersi identificare e orientare. E dicono ad Aronne: \u00abFa\u2019 per noi un dio che cammini alla nostra testa!\u00bb, \u201cFacci un capo, facci un leader\u201d.<b>\u00a0<\/b>La natura umana, per sfuggire alla precariet\u00e0 \u2013 la precariet\u00e0 \u00e8 il deserto &#8211; cerca una religione \u201cfai-da-te\u201d: se Dio non si fa vedere, ci facciamo un dio su misura. \u00abDavanti all\u2019idolo non si rischia la possibilit\u00e0 di una chiamata che faccia uscire dalle proprie sicurezze, perch\u00e9 gli idoli \u201channo bocca e non parlano\u201d (<i>Sal<\/i>\u00a0115,5). Capiamo allora che l\u2019idolo \u00e8 un pretesto per porre se stessi al centro della realt\u00e0, nell\u2019adorazione dell\u2019opera delle proprie mani\u00bb (Enc.\u00a0<i>Lumen fidei<\/i>, 13).<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Aronne non sa opporsi alla richiesta della gente e crea un\u00a0<i>vitello d\u2019oro<\/i>. Il vitello aveva un senso duplice nel vicino oriente antico: da una parte rappresentava fecondit\u00e0 e abbondanza, e dall\u2019altra energia e forza. Ma anzitutto \u00e8 d\u2019oro, perci\u00f2 \u00e8 simbolo di ricchezza, successo, potere e denaro. Questi sono i grandi idoli: successo, potere e denaro. Sono le tentazioni di sempre! Ecco che cos\u2019\u00e8 il vitello d\u2019oro: il simbolo di tutti i desideri che danno l\u2019illusione della libert\u00e0 e invece schiavizzano, perch\u00e9 l\u2019idolo sempre schiavizza. C\u2019\u00e8 il fascino e tu vai. Quel fascino del serpente, che guarda l\u2019uccellino e l\u2019uccellino rimane senza potersi muovere e il serpente lo prende. Aronne non ha saputo opporsi.<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Vitello-doro-generica.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-4779 alignleft\" src=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/Vitello-doro-generica.jpg\" alt=\"Vitello-doro-generica\" width=\"357\" height=\"182\" \/><\/a>Ma tutto nasce dall\u2019incapacit\u00e0 di confidare soprattutto in Dio, di riporre in Lui le nostre sicurezze, di lasciare che sia Lui a dare vera profondit\u00e0 ai desideri del nostro cuore. Questo permette di sostenere anche la debolezza, l\u2019incertezza e la precariet\u00e0. Il riferimento a Dio ci fa forti nella debolezza, nell\u2019incertezza e anche nella precariet\u00e0. Senza primato di Dio si cade facilmente nell\u2019idolatria e ci si accontenta di misere rassicurazioni. Ma questa \u00e8 una tentazione che noi leggiamo sempre nella Bibbia. E pensate bene questo: liberare il popolo dall\u2019Egitto a Dio non \u00e8 costato tanto lavoro; lo ha fatto con segni di potenza, di amore. Ma il grande lavoro di Dio \u00e8 stato togliere l\u2019Egitto dal cuore del popolo, cio\u00e8 togliere l\u2019idolatria dal cuore del popolo. E ancora Dio continua a lavorare per toglierla dai nostri cuori. Questo \u00e8 il grande lavoro di Dio: togliere \u201cquell\u2019Egitto\u201d che noi portiamo dentro, che \u00e8 il fascino dell\u2019idolatria.<\/h3>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Quando si accoglie il Dio di Ges\u00f9 Cristo, che da ricco si \u00e8 fatto povero per noi (cfr\u00a0<i>2 Cor<\/i>\u00a08,9), si scopre allora che riconoscere la propria debolezza non \u00e8 la disgrazia della vita umana, ma \u00e8 la condizione per aprirsi a colui che \u00e8 veramente forte. Allora, per la porta della debolezza entra la salvezza di Dio (cfr\u00a0<i>2 Cor<\/i>\u00a012,10); \u00e8 in forza della propria insufficienza che l\u2019uomo si apre alla paternit\u00e0 di Dio. La\u00a0<i>libert\u00e0<\/i>\u00a0dell\u2019uomo nasce dal lasciare che il vero Dio sia l\u2019unico Signore. E questo permette di\u00a0<i>accettare la propria fragilit\u00e0<\/i>\u00a0e\u00a0<i>rifiutare gli idoli del nostro cuore<\/i>.<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/desert-cross-clipart1-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-4785\" src=\"http:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/desert-cross-clipart1-1.jpg\" alt=\"A cross made from lumber and dried flowers stands in the desert at San Pedro de Atacama. San Pedro de Atacama, Chile\" width=\"900\" height=\"600\" \/><\/a><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Noi cristiani volgiamo lo sguardo a\u00a0<i>Cristo crocifisso<\/i>\u00a0(cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a019,37), che \u00e8 debole, disprezzato e spogliato di ogni possesso. Ma in Lui si rivela il volto del Dio vero, la gloria dell\u2019amore e non quella dell\u2019inganno luccicante. Isaia dice: \u00abPer le sue piaghe noi siamo stati guariti\u00bb (53,5). Siamo stati guariti proprio dalla debolezza di un uomo che era Dio, dalle sue piaghe. E dalle nostre debolezze possiamo aprirci alla salvezza di Dio.<b>\u00a0<\/b>La nostra guarigione viene da Colui che si \u00e8 fatto povero, che ha accolto il fallimento, che ha preso fino in fondo la nostra precariet\u00e0 per riempirla di amore e di forza. Lui viene a rivelarci la paternit\u00e0 di Dio; in Cristo la nostra fragilit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 una maledizione, ma<b>\u00a0<\/b>luogo di incontro con il Padre e sorgente di una nuova forza dall\u2019alto.<\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal sito del Vaticano: Udienza Generale 08\/08\/2018 Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Continuiamo oggi a meditare il Decalogo, approfondendo il tema dell\u2019idolatria,\u00a0ne abbiamo parlato la settimana scorsa. Ora riprendiamo il tema perch\u00e9 \u00e8 molto importante conoscerlo. 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