{"id":6568,"date":"2019-04-21T00:13:00","date_gmt":"2019-04-20T22:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/?p=6568"},"modified":"2021-03-02T21:47:00","modified_gmt":"2021-03-02T20:47:00","slug":"omelia-del-santo-padre-francesco-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/omelia-del-santo-padre-francesco-2\/","title":{"rendered":"OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><strong>dal sito della Santa Sede<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA<\/p>\n<p align=\"center\"><b><i><span style=\"font-size: large;\">OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><i>Basilica Vaticana<br \/>\nSabato Santo, 20 aprile 2019<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Le donne portano gli aromi alla tomba, ma temono che il tragitto sia inutile, perch\u00e9 una grossa pietra sbarra l\u2019ingresso del sepolcro. Il cammino di quelle donne \u00e8 anche il nostro cammino; assomiglia al cammino della salvezza, che abbiamo ripercorso stasera. In esso sembra che tutto vada a infrangersi contro una pietra: la bellezza della creazione contro il dramma del peccato; la liberazione dalla schiavit\u00f9 contro l\u2019infedelt\u00e0 all\u2019Alleanza; le promesse dei profeti contro la triste indifferenza del popolo. Cos\u00ec pure nella storia della Chiesa e nella storia di ciascuno di noi: sembra che i passi compiuti non giungano mai alla meta. Pu\u00f2 cos\u00ec insinuarsi l\u2019idea che la frustrazione della speranza sia la legge oscura della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, per\u00f2, scopriamo che il nostro cammino non \u00e8 vano, che non sbatte davanti a una pietra tombale. Una frase scuote le donne e cambia la storia: \u00abPerch\u00e9 cercate tra i morti colui che \u00e8 vivo?\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a024,5); perch\u00e9 pensate che sia tutto inutile, che nessuno possa rimuovere le vostre pietre? Perch\u00e9 cedete alla rassegnazione o al fallimento? Pasqua, fratelli e sorelle, \u00e8 la festa della rimozione delle pietre. Dio rimuove le pietre pi\u00f9 dure, contro cui vanno a schiantarsi speranze e aspettative: la morte, il peccato, la paura, la mondanit\u00e0. La storia umana non finisce davanti a una pietra sepolcrale, perch\u00e9 scopre oggi la \u00abpietra viva\u00bb (cfr\u00a0<i>1 Pt<\/i>\u00a02,4): Ges\u00f9 risorto. Noi come Chiesa siamo fondati su di Lui e, anche quando ci perdiamo d\u2019animo, quando siamo tentati di giudicare tutto sulla base dei nostri insuccessi, Egli viene a fare nuove le cose, a ribaltare le nostre delusioni. Ciascuno stasera \u00e8 chiamato a ritrovare nel Vivente colui che rimuove dal cuore le pietre pi\u00f9 pesanti. Chiediamoci anzitutto:\u00a0<i>qual \u00e8 la mia pietra da rimuovere, come si chiama questa pietra?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso a ostruire la speranza \u00e8\u00a0<i>la pietra della sfiducia<\/i>. Quando si fa spazio l\u2019idea che tutto va male e che al peggio non c\u2019\u00e8 mai fine, rassegnati arriviamo a credere che la morte sia pi\u00f9 forte della vita e diventiamo cinici e beffardi, portatori di malsano scoraggiamento. Pietra su pietra costruiamo dentro di noi un monumento all\u2019insoddisfazione,\u00a0<i>il sepolcro della speranza<\/i>. Lamentandoci della vita, rendiamo la vita dipendente dalle lamentele e spiritualmente malata. Si insinua cos\u00ec una specie di\u00a0<i>psicologia del sepolcro<\/i>: ogni cosa finisce l\u00ec, senza speranza di uscirne viva. Ecco per\u00f2 la domanda sferzante di Pasqua:\u00a0<i>Perch\u00e9 cercate tra i morti colui che \u00e8 vivo?<\/i>\u00a0Il Signore non abita nella rassegnazione. \u00c8 risorto, non \u00e8 l\u00ec; non cercarlo dove non lo troverai mai: non \u00e8 Dio dei morti, ma dei viventi (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a022,32). Non seppellire la speranza!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 una seconda pietra che spesso sigilla il cuore:\u00a0<i>la pietra del peccato<\/i>. Il peccato seduce, promette cose facili e pronte, benessere e successo, ma poi lascia dentro solitudine e morte. Il peccato \u00e8 cercare la vita tra i morti, il senso della vita nelle cose che passano.\u00a0<i>Perch\u00e9 cercate tra i morti colui che \u00e8 vivo?\u00a0<\/i>Perch\u00e9 non ti decidi a lasciare quel peccato che, come pietra all\u2019imboccatura del cuore, impedisce alla luce divina di entrare? Perch\u00e9 ai luccicanti bagliori del denaro, della carriera, dell\u2019orgoglio e del piacere non anteponi Ges\u00f9, la luce vera (cfr\u00a0<i>Gv<\/i>\u00a01,9)? Perch\u00e9 non dici alle vanit\u00e0 mondane che non \u00e8 per loro che vivi, ma per il Signore della vita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Ritorniamo alle donne che vanno al sepolcro di Ges\u00f9. Di fronte alla pietra rimossa, restano allibite; vedendo gli angeli rimangono, dice il Vangelo, \u00abimpaurite\u00bb e col \u00abvolto chinato a terra\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a024,5). Non hanno il coraggio di alzare lo sguardo. E quante volte capita anche a noi: preferiamo rimanere accovacciati nei nostri limiti, rintanarci nelle nostre paure. \u00c8 strano: ma perch\u00e9 lo facciamo? Spesso perch\u00e9 nella chiusura e nella tristezza siamo noi i protagonisti, perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 facile rimanere soli nelle stanze buie del cuore che aprirci al Signore. Eppure solo Lui rialza. Una poetessa ha scritto: \u00abNon conosciamo mai la nostra altezza, finch\u00e9 non siamo chiamati ad alzarci\u00bb (E. Dickinson,\u00a0<i>We never know how high we are<\/i>). Il Signore ci chiama ad alzarci, a risorgere sulla sua Parola, a guardare in alto e credere che siamo fatti per il Cielo, non per la terra; per le altezze della vita, non per le bassezze della morte:\u00a0<i>perch\u00e9 cercate tra i morti colui che \u00e8 vivo?<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dio ci chiede di guardare la vita come la guarda Lui, che vede sempre in ciascuno di noi un nucleo insopprimibile di bellezza. Nel peccato, vede figli da rialzare; nella morte, fratelli da risuscitare; nella desolazione, cuori da consolare. Non temere, dunque: il Signore ama questa tua vita, anche quando hai paura di guardarla e prenderla in mano. A Pasqua ti mostra quanto la ama: al punto da attraversarla tutta, da provare l\u2019angoscia, l\u2019abbandono, la morte e gli inferi per uscirne vittorioso e dirti: \u201cNon sei solo, confida in me!\u201d. Ges\u00f9 \u00e8 specialista nel trasformare le nostre morti in vita, i nostri lamenti in danza (cfr\u00a0<i>Sal<\/i>\u00a030,12): con Lui possiamo compiere anche noi la Pasqua, cio\u00e8 il passaggio: passaggio dalla chiusura alla comunione, dalla desolazione alla consolazione, dalla paura alla fiducia. Non rimaniamo a guardare per terra impauriti, guardiamo a Ges\u00f9 risorto: il suo sguardo ci infonde speranza, perch\u00e9 ci dice che siamo sempre amati e che nonostante tutto quello che possiamo combinare il suo amore non cambia. Questa \u00e8 la certezza non negoziabile della vita: il suo amore non cambia. Chiediamoci:\u00a0<i>nella vita dove guardo?<\/i>\u00a0Contemplo ambienti sepolcrali o cerco il Vivente?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.\u00a0<i>Perch\u00e9 cercate tra i morti colui che \u00e8 vivo?<\/i>\u00a0Le donne ascoltano il richiamo degli angeli, che aggiungono: \u00abRicordatevi come vi parl\u00f2 quando era ancora in Galilea\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a024,6). Quelle donne avevano dimenticato la speranza perch\u00e9 non ricordavano le parole di Ges\u00f9, la sua chiamata avvenuta in Galilea. Persa la memoria viva di Ges\u00f9, restano a guardare il sepolcro. La fede ha bisogno di riandare in Galilea, di ravvivare il primo amore con Ges\u00f9, la sua chiamata: di\u00a0<i>ri-cordarlo<\/i>, cio\u00e8, letteralmente, di\u00a0<i>ritornare col cuore,<\/i>\u00a0<i>a Lui<\/i>. Ritornare a un amore vivo col Signore \u00e8 essenziale, altrimenti si ha una fede da museo, non la fede pasquale. Ma Ges\u00f9 non \u00e8 un personaggio del passato, \u00e8 una Persona vivente oggi; non si conosce sui libri di storia, s\u2019incontra nella vita. Facciamo oggi memoria di quando Ges\u00f9 ci ha chiamati, di quando ha vinto le nostre tenebre, resistenze, peccati, di come ci ha toccato il cuore con la sua Parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fratelli e sorelle, ritorniamo a Galilea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le donne, ricordando Ges\u00f9, lasciano il sepolcro. Pasqua ci insegna che il credente si ferma poco al cimitero, perch\u00e9 \u00e8 chiamato a camminare incontro al Vivente. Chiediamoci:\u00a0<i>nella mia vita, verso dove cammino?<\/i>\u00a0A volte ci dirigiamo sempre e solo verso i nostri problemi, che non mancano mai, e andiamo dal Signore solo perch\u00e9 ci aiuti. Ma allora sono i nostri bisogni, non Ges\u00f9, a orientarci. Ed \u00e8 sempre un cercare il Vivente tra i morti. Quante volte, poi, dopo aver incontrato il Signore, ritorniamo tra i morti, aggirandoci dentro di noi a rivangare rimpianti, rimorsi, ferite e insoddisfazioni, senza lasciare che il Risorto ci trasformi. Cari fratelli e sorelle, diamo al Vivente il posto centrale nella vita. Chiediamo la grazia di non farci trasportare dalla corrente, dal mare dei problemi; di non infrangerci sulle pietre del peccato e sugli scogli della sfiducia e della paura. Cerchiamo Lui, lasciamoci cercare da Lui, cerchiamo Lui in tutto e prima di tutto. E con Lui risorgeremo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>dal sito della Santa Sede VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO Basilica Vaticana Sabato Santo, 20 aprile 2019 1. Le donne portano gli aromi alla tomba, ma temono che il tragitto sia inutile, perch\u00e9 una grossa pietra sbarra l\u2019ingresso del sepolcro. 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