{"id":7742,"date":"2019-11-20T21:43:41","date_gmt":"2019-11-20T20:43:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/?p=7742"},"modified":"2019-11-20T21:44:30","modified_gmt":"2019-11-20T20:44:30","slug":"giornata-mondiale-dei-poveri-omelia-del-santo-padre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/giornata-mondiale-dei-poveri-omelia-del-santo-padre\/","title":{"rendered":"Giornata Mondiale dei Poveri: Omelia del Santo Padre"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dal Sito della Santa Sede<\/strong><\/p>\n<h3><strong><span style=\"color: #ff0000;\">OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/span><\/strong><\/h3>\n<p>Basilica Vaticana 17 novembre 2019<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Oggi, nel Vangelo, Ges\u00f9 sorprende i suoi contemporanei e anche noi. Infatti, proprio mentre si lodava il magnifico tempio di Gerusalemme, dice che non ne rimarr\u00e0 \u00abpietra su pietra\u00bb (<i>Lc<\/i>\u00a021,6). Perch\u00e9 queste parole verso un\u2019istituzione tanto sacra, che non era solo un <a href=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Papa-Francesco-2019_-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-7743\" src=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Papa-Francesco-2019_-1.jpeg\" alt=\"Papa Francesco 2019_ (1)\" width=\"277\" height=\"189\" \/><\/a>edificio, ma un segno religioso unico, una casa per Dio e per il popolo credente? Perch\u00e9 queste parole? Perch\u00e9 profetizzare che la salda certezza del popolo di Dio sarebbe crollata?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, alla fine, il Signore lascia che crollino delle certezze, mentre il mondo ne \u00e8 sempre pi\u00f9 privo?<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo risposte nelle parole di Ges\u00f9. Egli oggi ci dice che\u00a0<i>quasi<\/i>\u00a0tutto passer\u00e0. Quasi tutto, ma non\u00a0<i>tutto<\/i>. In questa penultima domenica del Tempo Ordinario, Egli spiega che a crollare, a passare sono\u00a0<i>le cose penultime<\/i>, non quelle ultime: il tempio, non Dio; i regni e le vicende dell\u2019umanit\u00e0, non l\u2019uomo. Passano le cose penultime, che spesso sembrano definitive, ma non lo sono. Sono realt\u00e0 grandiose, come i nostri templi, e terrificanti, come terremoti, segni nel cielo e guerre sulla terra (cfr vv. 10-11): a noi sembrano fatti da prima pagina, ma il Signore li mette in seconda pagina. In prima rimane quello che non passer\u00e0 mai: il Dio vivo, infinitamente pi\u00f9 grande di ogni tempio che gli costruiamo, e l\u2019uomo, il nostro prossimo, che vale pi\u00f9 di tutte le cronache del mondo. Allora, per aiutarci a cogliere ci\u00f2 che conta nella vita, Ges\u00f9 ci mette in guardia da due tentazioni.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">La prima \u00e8 la tentazione della fretta, del\u00a0<i>subito<\/i>. Per Ges\u00f9 non bisogna andare dietro a chi dice che la fine arriva subito, che \u00abil tempo \u00e8 vicino\u00bb (v. 8). Non va seguito, cio\u00e8, chi diffonde allarmismi e alimenta la paura dell\u2019altro e del futuro, perch\u00e9 la paura paralizza il cuore e la mente. Eppure, quante volte ci lasciamo sedurre dalla fretta di voler sapere\u00a0<i>tutto e subito<\/i>, dal prurito della curiosit\u00e0, dall\u2019ultima notizia eclatante o scandalosa, dai racconti torbidi, dalle urla di chi grida pi\u00f9 forte e pi\u00f9 arrabbiato, da chi dice \u201cora o mai pi\u00f9\u201d. <a href=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Papa-Francesco-2019_-2.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-7744\" src=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Papa-Francesco-2019_-2.jpeg\" alt=\"Papa Francesco 2019_ (2)\" width=\"387\" height=\"260\" \/><\/a>Ma questa fretta, questo\u00a0<i>tutto e subito<\/i>\u00a0non viene da Dio. Se ci affanniamo per il\u00a0<i>subito<\/i>, dimentichiamo quel che rimane per\u00a0<i>sempre<\/i>: inseguiamo le nuvole che passano e perdiamo di vista il cielo. Attratti dall\u2019ultimo clamore, non troviamo pi\u00f9 tempo per Dio e per il fratello che ci vive accanto. Com\u2019\u00e8 vero oggi questo! Nella smania di correre, di conquistare tutto e subito, d\u00e0 fastidio chi rimane indietro. Ed \u00e8 giudicato scarto: quanti anziani, quanti nascituri, quante persone disabili, poveri ritenuti inutili. Si va di fretta, senza preoccuparsi che le distanze aumentano, che la bramosia di pochi accresce la povert\u00e0 di molti.<\/h4>\n<p>Ges\u00f9, come antidoto alla fretta propone oggi a ciascuno di noi la\u00a0<i>perseveranza<\/i>: \u00abcon la vostra perseveranza salverete la vostra vita\u00bb (v. 19). Perseveranza \u00e8 andare avanti ogni giorno con gli occhi fissi su quello che non passa: il Signore e il prossimo. Ecco perch\u00e9 la perseveranza \u00e8 il dono di Dio con cui si conservano tutti gli altri suoi doni (cfr Sant\u2019Agostino,\u00a0<i>De dono perseverantiae<\/i>, 2,4). Chiediamo per ciascuno di noi e per noi come Chiesa di perseverare nel bene, di non perdere di vista ci\u00f2 che conta. Questo \u00e8 l\u2019inganno della fretta.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un secondo inganno da cui Ges\u00f9 vuole distoglierci, quando dice: \u00abMolti verranno nel mio nome dicendo: \u201cSono\u00a0<i>io<\/i>\u201d. Non andate dietro a loro!\u00bb (v. 8). \u00c8\u00a0<i>la tentazione dell\u2019io<\/i>. Il cristiano, come non ricerca il\u00a0<i>subito<\/i>\u00a0ma il\u00a0<i>sempre<\/i>, cos\u00ec non \u00e8 un discepolo dell\u2019<i>io<\/i>, ma del\u00a0<i>tu<\/i>. Non segue, cio\u00e8, le sirene dei suoi capricci, ma il richiamo dell\u2019amore, la voce di Ges\u00f9. E come si distingue la voce di Ges\u00f9? \u201cMolti verranno\u00a0<i>nel mio nome<\/i>\u201d, dice il Signore, ma non sono da seguire: non basta l\u2019etichetta \u201ccristiano\u201d o \u201ccattolico\u201d per essere di Ges\u00f9. Bisogna parlare la stessa lingua di Ges\u00f9, quella dell\u2019amore,\u00a0<i>la lingua del tu<\/i>. Parla la lingua di Ges\u00f9 non chi dice\u00a0<i>io<\/i>, ma chi esce dal proprio io. Eppure, quante volte, anche nel fare il bene, regna\u00a0<i>l\u2019ipocrisia dell\u2019io<\/i>: faccio del bene ma per esser ritenuto bravo; dono, ma per ricevere a mia volta; aiuto, ma per attirarmi l\u2019amicizia di quella persona importante. Cos\u00ec parla\u00a0<i>la lingua dell\u2019io<\/i>. La Parola di Dio, invece, spinge a una \u00abcarit\u00e0 non ipocrita\u00bb (<i>Rm<\/i>\u00a012,9), a dare a chi non ha da restituirci (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a014,14), a servire senza cercare ricompense e contraccambi (cfr\u00a0<i>Lc<\/i>\u00a06,35). Allora possiamo chiederci: \u201cIo aiuto qualcuno da cui non potr\u00f2 ricevere? Io, cristiano, ho almeno un povero per amico?\u201d.<\/h4>\n<p><a href=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Papa-Francesco-2019_-3.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-7745 size-full\" src=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Papa-Francesco-2019_-3.jpeg\" alt=\"Papa Francesco 2019_ (3)\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Papa-Francesco-2019_-3.jpeg 800w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Papa-Francesco-2019_-3-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.parrocchiagesurisorto.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Papa-Francesco-2019_-3-768x512.jpeg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">I poveri sono preziosi agli occhi di Dio perch\u00e9 non parlano la lingua dell\u2019io: non si sostengono da soli, con le proprie forze, hanno bisogno di chi li prenda per mano. Ci ricordano che il Vangelo si vive cos\u00ec, come mendicanti protesi verso Dio. La presenza dei poveri ci riporta al clima del Vangelo, dove sono beati i poveri in spirito (cfr\u00a0<i>Mt<\/i>\u00a05,3). Allora, anzich\u00e9 provare fastidio quando li sentiamo bussare alle nostre porte, possiamo accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a uscire dal nostro io, ad accoglierli con lo stesso sguardo di amore che Dio ha per loro. Che bello se i poveri occupassero nel nostro cuore il posto che hanno nel cuore di Dio! Stando con i poveri, servendo i poveri, impariamo i gusti di Ges\u00f9, comprendiamo che cosa resta e che cosa passa.<\/h4>\n<h4 style=\"text-align: justify;\">Torniamo cos\u00ec alle domande iniziali. Tra tante cose penultime, che passano, il Signore vuole ricordarci oggi quella ultima, che rimarr\u00e0 per sempre. \u00c8 l\u2019amore, perch\u00e9 \u00abDio \u00e8 amore\u00bb (<i>1 Gv<\/i>\u00a04,8) e il povero che chiede il mio amore mi porta dritto a Lui. I poveri ci facilitano l\u2019accesso al Cielo: per questo il senso della fede del Popolo di Dio li ha visti come\u00a0<i>i portinai del Cielo<\/i>. Gi\u00e0 da ora sono il nostro tesoro, il tesoro della Chiesa. Ci dischiudono infatti la ricchezza che non invecchia mai, quella che congiunge terra e Cielo e per la quale vale veramente la pena vivere: cio\u00e8, l\u2019amore.<\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal Sito della Santa Sede OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO Basilica Vaticana 17 novembre 2019 Oggi, nel Vangelo, Ges\u00f9 sorprende i suoi contemporanei e anche noi. Infatti, proprio mentre si lodava il magnifico tempio di Gerusalemme, dice che non ne rimarr\u00e0 \u00abpietra su pietra\u00bb (Lc\u00a021,6). 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